POSITIVI RISULTATI DELLA SANITA’ IN ITALIA – HEALTH AT A GLANCE 2013

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I risultati d’insieme del monitoraggio effettuato dall’OCSE sulla salute nei Paesi aderenti – effettuato in Health-at-a-Glance-2013, ci raccontano qualcosa di molto diverso da ciò che emerge dalle consuete geremiadi sullo stato della sanità italiana. Invece, dato il presupposto che la validità di un sistema organizzato, pubblico  o privato che sia, si riscontra dai risultati riscontrati sull’utenza di riferimento (outcomes), allora sono gli indicatori sulla salute – così come presenti nel rapporto OCSE – che danno precisa testimonianza dell’impatto del nostro Sistema sanitario sulle salute degli Italiani. Ci siamo dati carico di passare in rassegna gli indicatori più classici della salute e, con compiaciuto stupore, vediamo che l’Italia si trova attestata molto spesso ai primi posti nelle graduatorie stilate sulla base delle rilevazioni statistiche.

Ripercorriamo velocemente alcuni indicatori particolarmente indicativi presenti nel volume: l’aspettativa di vita alla nascita vedi pagina 25 – vede L’Italia attestata al terzo posto con 82,7 anni, dopo la Svizzera e il Giappone e sopra la media OCSE. Il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari in Italia  si attesta sugli 85 casi per 100 000 abitanti a fronte dei 122 della media OCSE – pag 29. Anche per i casi di mortalità per cancro, l’Italia è collocata sotto la media OCSE per l’anno 2011 e consegue, inoltre, un miglioramento del tasso di mortalità rispetto al 1990 pari al 20 %, in netto vantaggio rispetto alla media OCSE del 14 % – pag 31. Il tasso di suicidi è il quarto più basso fra i Paesi OCSE –  pag 35. Risultati positivi anche per il tasso di mortalità infantile pari al 3,4 nati morti per 1000 – pag 37. Paradossalmente ma non troppo, nonché in oggettivo contrasto con i dati statistici, gli Italiani hanno una percezione negativa del proprio stato generale di salute: pag 41. I ragazzi italiani di 15 anni hanno alti tassi di dipendenza dal fumo e bassissimi tassi di alcolismo rispetto agli altri Paesi – vedi pag 47. Abbiamo 4,1 medici occupati per 1000 abitanti, quarto posto in assoluto fra i paesi OCSE, un punto sopra la media OCSE – pag 65. Nello specifico della professione si registrano identici risultati positivi per ginecologi e ostetriche, la cui consistenza su 100 000 abitanti  colloca l’Italia al terzo posto fra i Paesi OCSE – pag 69. Per quatto riguarda gli Infermieri/e abbiamo, invece, un tasso inferiore alla media OCSE  sia come occupati   – pag 79– che come remunerazione – pag 81. Anche per quanto riguarda l’utilizzo di strumenti sofisticati di analisi sanitaria viene clamorosamente smentita un’idea di negatività del nostro Paese: infatti, le statistiche mostrano chiaramente come l’Italia è al terzo posto fra i Paesi OCSE per la disponibilità di macchine per la risonanza magnetica e all’ottavo posto per la tomografia assiale computerizzata (TAC) –pag 87.     Lievemente sopra la media OCSE il tempo di permanenza in ospedalepag 93. L’Italia figura fra i più grandi consumatori di farmaci nei paesi OCSE, nel contesto di un forte aumento generalizzato di consumo nel periodo 2000 – 2011 – pag 103. E’ ancora deficitaria nel nostro Paese la cultura del farmaco generico, che ci vede al penultimo posto fra i consumatori OCSE – pag 105.  Indice, inoltre, di alto livello del sistema sanitario è il livello preventivo di cura dell’asma, delle malattie polmonari e del diabete, che si misura attraverso la rilevazione del numero dei ricoveri in ospedale per questi tre tipi classici di malattie croniche: l’Italia è al primo posto per il minor numero di ricoveri per asma e diabete e al terzo per le malattie polmonari in tutti i Paesi OCSE – pag 109 Il livello di qualità di un sistema sanitario è chiaramente desumibile anche dall’indicatore dei decessi nei 30 giorni successivi al ricovero in ospedale per attacco ischemico, dove l’Italia ha un tasso di incidenza sotto media OCSE e inferiore a quello di Germania, Svizzera, Olanda, Francia e Belgio, fra gli altri – pag 115. Per quanto riguarda la funzionalità dei servizi di maternità, l’Italia è al terzo posto nell’OCSE per il minor numero di traumi ostetrici – pag 119. La mortalità per cancro al seno è stata monitorata nel periodo 2001 – 2011, generando risultati che vedono l’Italia in media OCSE e con tassi di incidenza inferiori a Francia, Germania, Gran Bretagna, Inghilterra, Olanda, Belgio e Danimarcapag 127. L’Italia consegue risultati ugualmente lusinghieri per cultura sanitaria diffusa in termini di livello di copertura dei vaccini contro l’influenza, con un tasso del 63% per la popolazione sopra i 65, 13 punti sopra la media OCSE e superiore a Germania, Francia e Giappone – pag 133. Quanto costa il sistema sanitario italiano rispetto ai competitors tradizionali e alla media OCSE? Costa 3012 dollari pro capite, meno della metà degli Stati Uniti, 1000 dollari di meno di Canada, Germania, Danimarca, Francia e Belgio – pag 155. Risultati di rilievo corrispondente per quanto riguarda la percentuale della spesa sanitaria sul PILpag 157. Il sistema sanitario italiano denuncia, invece, forti deficit rispetto ai paesi OCSE in relazione alla tutela sanitaria degli anziani, con riguardo, sia al numero degli ultra65enni che ricevono cure di lungo termine – pag 179, che agli addetti del settore – pag 183, sia ancora come letti riservati nelle strutture ospedaliere – pag 185; in questi due ultimi indicatori l’Italia figura come fanalino i coda.

In conclusione,  il sistema sanitario italiano, con la rilevante eccezione delle cure per gli anziani, presenta indicatori di qualità generalmente positivi, a fronte di una spesa complessiva da considerare virtuosa, se confrontata con quella degli altri Paesi. I risultati che emergono dal rapporto OCSE di quest’anno smentiscono la visione negativa della sanità italiana, prevalentemente accreditata dalla stampa nazionale e confermano i risultati conseguiti dall’Italia un decennio fa quando L’Organizzazione mondiale della Sanità “laureò” l’Italia come secondo sistema sanitario al mondo (vedi)

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