La questione della continuità del fascismo nel periodo iniziale della Repubblica italiana.

Nella serie “Liberi oltre” sulla storia delle nostre istituzioni, riprendiamo la videoregistrazione di un intervento del prof. Guido Melis sugli elementi di continuità con le istituzioni del fascismo – in particolare la legge di pubblica sicurezza – che permangono nella storia delle istituzioni repubblica per diversi anni dopo la promulgazione della Carta Costituzionale. Un panorama in cui gli elementi di continuità piano piano si diradavano, ma che lascia stupiti per quanto le istituzioni repubblicane abbiano assorbito di quanto precedentemente era stato avviato nel ventennio fascista. L’analisi di Melis si sviluppa in una lectio di oltre l’ora e mezza, ma risulta comunque stimolante in ciascun punto dell’esposizione.

LA CONTINUITA’ DEL FASCISMO NEI PRIMI ANNI DELLA REPUBBLICA 

Le lacrime sulle riforme fatte male

Fra  le consuetudini praticate da questo sito c’è quella di riproporre, quasi a mo’ di satira, antichi scritti, di decenni fa, che tentavano, con dovizia di buoni argomenti e senso dello Stato, di dimostrare che le riforme degli anni ’90 avevano significativi e importanti bachi che le rendevano inadatte a imprimere una spinta vera al buon andamento della burocrazia italiana. Fra i tanti – si veda qui una serie di riferimenti a letture di questo tipo – proponiamo oggi una lunga esposizione di Valerio Talamo dell’anno 2004 – “Il lavoro pubblico dieci anni dopo la privatizzazione: conflittualità, tendenze, prospettive” in “La riforma del lavoro pubblico – Quaderni del Giornale di Diritto Amministrativo”, Ipsoa, Milano. Lì vi erano analizzate lucidamente tutte le contraddizioni e aporie presenti in una legislazione che – di novella in novella – è pervenuta intatta fino a noi nei suoi riferimenti cardine. Erano già individuati 22 anni fa i punti di caduta, le problematiche e le possibili soluzioni. Si analizzavano i mancati risparmi cui pure erano finalizzati i famosi accordi del luglio 1993 sulla politica dei redditi fra Governo, Sindacati e Confindustria, lo sfiguramento dei cosiddetti “percorsi di carriera” generato da passaggi massicci e ingiustificati da un area professionale all’altra e da una fascia retributiva all’altra, la precarizzazione della dirigenza pubblica ottenuta con l’introduzione degli “incarichi a termine”. Le modalità di esposizione erano misurate e accademiche, ma rimangono decenni dopo lettera morta, di fronte alla resistenza  arrogante dei ceti dirigenti politici  a un vero cambiamento, nonostante le evidenze di una regolazione legislativa fatta male.

 TALAMO – Il lavoro pubblico dieci anni dopo_quaderni GDA

 TALAMO-2007-per-una-dirigenza-pubblica-riformata

La spesa della previdenza in Italia

Riprendiamo un articolo apparso su Il Sole 24Ore dello scorso 27 dicembre 2025, a firma Gianni Trovati, che si è disperso fra le varie strenne natalizie senza il rilievo che meritava: vi sono esposti i dati di confronto fra la spesa previdenziale italiana e quella degli altri Paesi OCSE. Al di là dei sottili distinguo proposti da molti fra i concetti di “previdenza” e “assistenza” (a cui si può rispondere con un celebre verso della Tammurriata Nera: “che tu o’ chiamme Peppe o Ciro, chillo o’ fatto è niro niro, niro niro comme a chè“) il sistema previdenziale italiano – leggasi “INPS” – spende la quota di PIL più alta fra i diversi Paesi, eccettuata la Grecia. Siamo al 16,1%, rispetto a una media generale dell’8,1% (si veda qui la tabella presente in Pension at a Glance 2025), misurata con identica metodologia fra tutti i paesi OCSE.  Continua a leggere

Il percorso storico delle pubbliche amministrazioni occidentali

L’articolo di Giuseppe Beato che qui si riprende dalla rivista Mondoperaio numero 10 dell’ottobre 2025 delinea un excursus storico della burocrazia pubblica dai tempi antichi fino al cosiddetto “Stato di Welfare” di cui essa costituisce il centro operativo. I protagonisti delle ultime fasi di questa stpria sono le democrazie occidentali nel loro complesso, meno, molto meno, la burocrazia pubblica italiana. Continua a leggere

Guido Melis per i 90 anni di Sabino Cassese

L’appuntamento del 24 ottobre 2025 di  “Le Carte e la Storia” , organizzato dal prof. Guido Melis, ha visto vcome ospite d’eccezione il prof. Sabino Cassese in occasione del compimento dei suoi 90 anni. Qui sotto la video registrazione dell’incontro che ha avuto come focus sostanziale la capacità di “guidare il futuro”, presente a intermittenza nell’Italia degli 80 anni del seconodo dopoguerra.

I 90 anni di Sabino Cassese – Varcare le frontiere

Sommario mensile delle attività degli organismi dell’Unione Europea

La Confederazione CIDA (sindacato dei dirigenti pubblici e privati) produce con cadenza mensile un sommario – riccamente dotato di link ai vari argomenti – delle attivtà svolte lungo il corso di un mese dai principali organismi di gestione dell’Unione Europea. Il sommario in questione è stato denominato EU Observer. Si riprende qui sotto quello relativo alle attività dello scorso mese di settembre 2025.

 UE Observer settembre 2025

Un grande riformista dimenticato: Francesco Saverio Nitti

Si deve all’ostinazione di pochi insigni intellettuali l’alimentazione del ricordo – sempre tuttavia circoscritto a un'”Italia di minoranza” – di personalità del calibro di Francesco Saverio Nitti (1868 – 1953): Continua a leggere