I dipendenti pubblici italiani: numeri e rappresentatività sindacale.

Si riprende un articolo di Giuseppe BeatoI dipendenti pubblici italiani: i numeri realipubblicato sul numero 1/2026  della rivista Mondoperario vedilo qui– e una sua riproposizione munita di tabelle esplicative qui di seguito.

I dipendenti pubblici italiani

Le lacrime sulle riforme fatte male

Fra  le consuetudini praticate da questo sito c’è quella di riproporre, quasi a mo’ di satira, antichi scritti, di decenni fa, che tentavano, con dovizia di buoni argomenti e senso dello Stato, di dimostrare che le riforme degli anni ’90 avevano significativi e importanti bachi che le rendevano inadatte a imprimere una spinta vera al buon andamento della burocrazia italiana. Fra i tanti – si veda qui una serie di riferimenti a letture di questo tipo – proponiamo oggi una lunga esposizione di Valerio Talamo dell’anno 2004 – “Il lavoro pubblico dieci anni dopo la privatizzazione: conflittualità, tendenze, prospettive” in “La riforma del lavoro pubblico – Quaderni del Giornale di Diritto Amministrativo”, Ipsoa, Milano. Lì vi erano analizzate lucidamente tutte le contraddizioni e aporie presenti in una legislazione che – di novella in novella – è pervenuta intatta fino a noi nei suoi riferimenti cardine. Erano già individuati 22 anni fa i punti di caduta, le problematiche e le possibili soluzioni. Si analizzavano i mancati risparmi cui pure erano finalizzati i famosi accordi del luglio 1993 sulla politica dei redditi fra Governo, Sindacati e Confindustria, lo sfiguramento dei cosiddetti “percorsi di carriera” generato da passaggi massicci e ingiustificati da un area professionale all’altra e da una fascia retributiva all’altra, la precarizzazione della dirigenza pubblica ottenuta con l’introduzione degli “incarichi a termine”. Le modalità di esposizione erano misurate e accademiche, ma rimangono decenni dopo lettera morta, di fronte alla resistenza  arrogante dei ceti dirigenti politici  a un vero cambiamento, nonostante le evidenze di una regolazione legislativa fatta male.

 TALAMO – Il lavoro pubblico dieci anni dopo_quaderni GDA

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Il Rapporto Northcote -Trevelyan del 1853 e il sistema del merito

Fa male rileggere i contenuti semplici e piani di una relazione ufficiale redatta circa due secoli fa da due lord inglesi per la Regina Vittoria. Il Rapporto Northcote -Trevelyan dell’anno 1853 fu il testo in base ai cui principi il primo ministro William Gladstone riformò l’amministrazione pubblica del Regno Unito. Fu  introdotto il Sistema del Merito – Merit System – che costituì, a propria volta, il modello sulla base del quale furono in seguito riorganizzate le amministrazioni del Commonwealth e, soprattutto, l’amministrazione federale degli Stati Uniti. Ne riproponiamo qui sotto la versione originale e la traduzione in lingua italiana. Continua a leggere

Il progetto ITALIAE nell’ambito dei progetti finanziati dall’Unione Europea

Fra i vari e diversi i progetti concordati con l’Unione Europea nell’ambito dei programmi di Sviluppo e Coesione cofinanziati da Fondi Strutturali Europei (siamo al quarto appuntamento settennale, dall’anno 2000 all’ultimo settennio 2021-2027) e da fondi di rotazione italiani, si colloca il progetto ITALIAE, curato dagli uffici del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli Affari Regionali e le Autonomie, sotto la direzione del dr. Giovanni Vetritto. Continua a leggere

Il New Public Management nei paesi OCSE: un prezioso catalogo di riforme attuate

Pubblichiamo il testo integrale in italiano di un libro ormai introvabile, nonostante il suo valore storico e il fatto di essere pluricitato nelle indagini – a volte frettolose – del New Public Management nel mondo. Il suo titolo è “La riforma del Management Pubblico” – 2002 Università Bocconi Editore. Testo tradotto in italiano e curato dai professori Elio Borgonovi ed Edoardo Ongaro. Continua a leggere

Merito nella Pa: si fa presto a dire

Con riserva di approfondire in un prossimo imminente futuro alcuni concetti legati alla valutazione dei servizi resi dalla burocrazia, ai controlli delle performance e alla necessità di distinguere fra valutazione di un’impresa privata e valutazione di una amministrazione pubblica nel suo complesso, Continua a leggere

L’amministrazione pubblica che opera “per accordi”

Nel ponderoso mondo della dottrina giuridica si discute ormai da decenni intorno agli incroci e innesti fra il diritto amministrativo – regno degli atti d’autorità pubblica – e il diritto privato che, diversamente, offre un panorama di riferimento di rapporti “alla pari” fra soggetti dotati di capacità giuridica. In questo contesto regolativo di ibridazioni, che vide soprattutto il magistero di Massimo Severo Giannini Continua a leggere

Le piccole guerriglie sociali sotto le spoglie di “studi”

La CGIA di Mestre (sedicente ufficio studi dell’Associazione Artigiani Commercianti e Piccole Imprese) ci delizia ogni anno di cosiddetti “report” sulla piccola amministrazione nei quali, invariabilmente, si evidenziano, con cifre e riferimenti “circostanziati”, gli sprechi annuali delle pubbliche amministrazioni. Tali sprechi sono sempre esposti in ammontare di euro nell’ordine delle centinaia di miliardi annui. Quest’anno, con lo “studio” che riprendiamo qui sotto e con somma ingenuità, si mettono a paragone gli sprechi della Pa con l’ammontare dell’evasione fiscale, associando così due affermazioni egualmente rozze.  Continua a leggere

Cassese, l’Expo 2030 e la città morta.

Il professor Sabino Cassese, solitamente molto controllato nelle esternazioni e nei giudizi, di fronte alla bocciatura della candidatura della città di Roma per Expo 2030 reagisce, non da cattedratico, ma da uomo della strada e chiede ai francesi di fornire una ghigliottina da utilizzare per il povero sindaco Gualtieri. Il suo articolo, pubblicato da Il Foglio del 30 novembre 2023, va letto in spirito goliardico (fino a un certo punto, però….). Continua a leggere

Il lavoro nelle Autonomie Locali – convegno ANCI

Periodicamente il mondo accademico e gli amministratori pubblici s’impegnano nell’impossibile: trovare un “perchè” alla legislazione del lavoro pubblico avviata trent’anni fa e impropriamente chiamata della “privatizzazione del pubblico impiego” Continua a leggere

Franco Archibugi: storia del “Result Act” nell’amministrazione federale U.S.A.

PUBBLICATO IL 27 MARZO 2018

Il prof. Franco Archibugi, una delle intelligenze più’ lungimiranti e meno ascoltate d’Italia in ordine ai processi di pianificazione e valutazione delle attività’ delle Amministrazioni pubbliche, fu professore dell’allora Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione negli anni a cavallo dell’inizio di questo millennio. Continua a leggere

Corte dei Conti e la funzione di autorità indipendente

Sulle funzioni di autorità indipendente di controllo della Corte dei Conti alla luce del recente scontro con il Governo si riprende qui sotto uno scritto di Giuseppe Beato pubblicato sul numero di Luglio/Agosto della rivista Mondoperaio. Continua a leggere

Gli articoli contenuti nell’ultimo numero della Rivista Italiana di Public Management

E’ consultabile on line con lettura integrale la Rivista Italiana di Public Management, diretta da Luigi Fiorentino ed Elisa Pintus (clicca qui per leggere l’ultimo numero). Lodevole la linea editoriale, aperta a tutti, su temi concreti di esperienze e vissuto nella pubblica amministrazione italiana. Continua a leggere

Il ministro Mario Scelba e la riforma della pubblica amministrazione nel 1952.

Dobbiamo all’opera infaticabile di monitoraggio delle fonti condotta dal prof. Guido Melis la frequente “scoperta” di passaggi significativi nella storia delle mancate riforme della nostra burocrazia;  storia questa che è parte integrante e decisiva della più’ generale storia d’Italia.  Qui vediamo pubblicato sul sito dell’IRPA (clicca qui) uno stralcio di verbale del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 1952 Continua a leggere

Autonomia differenziata: l’abbandono del CLEP (Comitato per l’individuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni) da parte di quattro “pezzi da ’90”

Come sempre nel nostro amato Paese, questioni della più grande delicatezza vengono ridotte dai quotidiani e dai talk show a risse fra spadaccini senza una decente cognizione del merito delle questioni. Lasciamo pertanto a chi è affamato di share e di click i gossip politici sulla contesa fra il ministro Calderoli, il prof Cassese e i quattro firmatari della lettera che alleghiamo: Giuliano Amato, Franco Bassanini, Franco Gallo (già ministro delle Finanze nel governo Ciampi nel 1993/94) e Alessandro Pajno (già presidente del Consiglio di Stato). Tanto per dire, quattro dei sei citati sono stati presidenti della Corte Costituzionale.

Più importante riepilogare i punti sostanziali della questione. Continua a leggere

Le posizioni critiche sulle mancate riforme degli anni ’90

Non vogliamo certo intestarci la tematica – per ora di consenso minoritario – di denuncia della crisi del modello di privatizzazione (o “contrattualizzazione” che si voglia) del rapporto di pubblico impiego, così come è stato applicato in Italia da 25 anni. Gli scritti cui rimandiamo qui sotto dimostrano, tuttavia, che siamo in ottima compagnia. Continua a leggere

Reperto archeologico: le conferenze al CNEL sulla misurazione dei risultati

Correva l’anno 1995 e l’Italia, improvvisamente proiettata nella “seconda repubblica”, esplorava entusiasta sentieri d’innovazione in tutti i campi delle politiche pubbliche. Fra questi la gestione e il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Continua a leggere

Archibugi e la burocrazia italiana – la solitudine di un precursore

Estraiamo dal numero 4 di Aprile 2023 della rivista Mondoperaio l’articolo di Giuseppe Beato sul profilo di studioso della programmazione e dell’amministrazione pubblica del prof. Franco Archibugi (1926- 2020), dimenticato precursore di una burocrazia che (da noi) non c’è.

Franco Archibugi la solutidine di un precursore – copia pdf con note interattive

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L’impatto della riforma fiscale sui dirigenti in attività e in pensione

Riprendiamo qui di seguito un incontro organizzato lo scorso 3 aprile 2023 dalla CIDA Lombardia sugli effetti prevedibili della riforma fiscale varata del Governo. Il dibattito, moderato dal dr. Franco Del Vecchio, ha visto la partecipazione del prof. Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e della dr.ssa Teresa Lavanga, direttore della Confederazione CIDA.

INCONTRO CIDA DEL 3 APRILE SULLA RIFORMA FISCALE