La questione della continuità del fascismo nel periodo iniziale della Repubblica italiana.

Nella serie “Liberi oltre” sulla storia delle nostre istituzioni, riprendiamo la videoregistrazione di un intervento del prof. Guido Melis sugli elementi di continuità con le istituzioni del fascismo – in particolare la legge di pubblica sicurezza – che permangono nella storia delle istituzioni repubblica per diversi anni dopo la promulgazione della Carta Costituzionale. Un panorama in cui gli elementi di continuità piano piano si diradavano, ma che lascia stupiti per quanto le istituzioni repubblicane abbiano assorbito di quanto precedentemente era stato avviato nel ventennio fascista. L’analisi di Melis si sviluppa in una lectio di oltre l’ora e mezza, ma risulta comunque stimolante in ciascun punto dell’esposizione.

LA CONTINUITA’ DEL FASCISMO NEI PRIMI ANNI DELLA REPUBBLICA 

Welfare aziendale, pensione complementare, previdenza dei dirigenti medici

Il 31 marzo 2026, la Confederazione sindacale dei Medici e dirigenti – Cosmed – ha organizzato a Roma un convegno-seminario che aveva l’obiettivo di fare il punto su alcune questioni sensibili che riguardano i lavoratori pubblici: a) il welfare aziendale; b) la previdenza complementare; c) il differimento del pagamento dei trattamenti di fine lavoro; d) la problematica dei riscatti dei dirigenti medici. L’esposizione sulle problematiche del welfare aziendale si trova nei primi 40 minuti della registrazione del convegno.  L’esposizione sulla previdenza complementare dal minuto 41 a 1 ora e 30 minuti. ll differimento dei TFS/TFR a 1 ora e 30 minuti. La problematica dei riscatti ai dirigenti medici a 1 ora e 40 minuti.

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Le lacrime sulle riforme fatte male

Fra  le consuetudini praticate da questo sito c’è quella di riproporre, quasi a mo’ di satira, antichi scritti, di decenni fa, che tentavano, con dovizia di buoni argomenti e senso dello Stato, di dimostrare che le riforme degli anni ’90 avevano significativi e importanti bachi che le rendevano inadatte a imprimere una spinta vera al buon andamento della burocrazia italiana. Fra i tanti – si veda qui una serie di riferimenti a letture di questo tipo – proponiamo oggi una lunga esposizione di Valerio Talamo dell’anno 2004 – “Il lavoro pubblico dieci anni dopo la privatizzazione: conflittualità, tendenze, prospettive” in “La riforma del lavoro pubblico – Quaderni del Giornale di Diritto Amministrativo”, Ipsoa, Milano. Lì vi erano analizzate lucidamente tutte le contraddizioni e aporie presenti in una legislazione che – di novella in novella – è pervenuta intatta fino a noi nei suoi riferimenti cardine. Erano già individuati 22 anni fa i punti di caduta, le problematiche e le possibili soluzioni. Si analizzavano i mancati risparmi cui pure erano finalizzati i famosi accordi del luglio 1993 sulla politica dei redditi fra Governo, Sindacati e Confindustria, lo sfiguramento dei cosiddetti “percorsi di carriera” generato da passaggi massicci e ingiustificati da un area professionale all’altra e da una fascia retributiva all’altra, la precarizzazione della dirigenza pubblica ottenuta con l’introduzione degli “incarichi a termine”. Le modalità di esposizione erano misurate e accademiche, ma rimangono decenni dopo lettera morta, di fronte alla resistenza  arrogante dei ceti dirigenti politici  a un vero cambiamento, nonostante le evidenze di una regolazione legislativa fatta male.

 TALAMO – Il lavoro pubblico dieci anni dopo_quaderni GDA

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Il bollettino d’informazione del Ministero per la Costituente – 1945-46

Uno degli impegni più urgenti del Governo Parri, appena dopo la liberazione il 25 aprile 1945, fu quello – comunemente condiviso da tutti i partiti che avevano fatto la Resistenza – di preparare il Paese al Referendum istituzionale Repubblica-Monarchia e alla predisposizione di una Costituzione in cui fossero fissati i cardini della vita della comunità nazionale. Tra le altre iniziative fu istituito il Ministero per la Costituente, affidato al socialista Pietro Nenni. Continua a leggere

La sentenza sui dazi della Corte Suprema U.S.A. in versione italiana

Pubblichiamo di seguito la sentenza del 20 febbraio 2026 della Corte Suprema U.S.A. che si è pronunciata sulla facoltà del Presidente degli Stati Uniti di imporre dazi senza autorizzazione esplicita del Congresso. La versione viene presentata anche in una versione italiana tradotta con l’intelligenza artificiale, che si presenta sufficientemente aderente al testo originale. Continua a leggere

Il Rapporto Northcote -Trevelyan del 1853 e il sistema del merito

Fa male rileggere i contenuti semplici e piani di una relazione ufficiale redatta circa due secoli fa da due lord inglesi per la Regina Vittoria. Il Rapporto Northcote -Trevelyan dell’anno 1853 fu il testo in base ai cui principi il primo ministro William Gladstone riformò l’amministrazione pubblica del Regno Unito. Fu  introdotto il Sistema del Merito – Merit System – che costituì, a propria volta, il modello sulla base del quale furono in seguito riorganizzate le amministrazioni del Commonwealth e, soprattutto, l’amministrazione federale degli Stati Uniti. Ne riproponiamo qui sotto la versione originale e la traduzione in lingua italiana. Continua a leggere

La spesa della previdenza in Italia

Riprendiamo un articolo apparso su Il Sole 24Ore dello scorso 27 dicembre 2025, a firma Gianni Trovati, che si è disperso fra le varie strenne natalizie senza il rilievo che meritava: vi sono esposti i dati di confronto fra la spesa previdenziale italiana e quella degli altri Paesi OCSE. Al di là dei sottili distinguo proposti da molti fra i concetti di “previdenza” e “assistenza” (a cui si può rispondere con un celebre verso della Tammurriata Nera: “che tu o’ chiamme Peppe o Ciro, chillo o’ fatto è niro niro, niro niro comme a chè“) il sistema previdenziale italiano – leggasi “INPS” – spende la quota di PIL più alta fra i diversi Paesi, eccettuata la Grecia. Siamo al 16,1%, rispetto a una media generale dell’8,1% (si veda qui la tabella presente in Pension at a Glance 2025), misurata con identica metodologia fra tutti i paesi OCSE.  Continua a leggere

Analisi ragionata sulla Legge di bilancio 2026-2028

Qui di seguito un articolo di Giuseppe Gasparini sui contenuti più significativi della legge di Bilancio 2026-2028. Lo scritto è corredato da utili tabelle espositive che aiutano a comprendere chiaramente il tenore e il senso di quanto legiferato. Molto stimolanti, fra le altre, le chiose presenti in ordini a tre temi cruciali nel  sistema fiscale italiano:  Continua a leggere