Riprendiamo l’incontro avvenuto lo scorso 11 giugno al ForumPa per l’anno 2026 che ha visto la Confederazione Italiana Dirigenti d’Azianda – CIDA, rappresentativa di circa 200.000 dirigenti pubblici e privati – interrogarsi sulla cpnfigurazione che assumerà – o dovrebbe assumere – la pubblica amministrazione del futuro.
Roberto Caruso, Presidente di CIDA funzione pubblica, minuto 2
Dopo i ringraziamenti di rito, insiste sulla necessità di porre la dirigenza pubblica di svolgere il proprio ruolo in posizione di autonomia e stabilità
Antonello Giannelli, Vice-presidente della Confederazione e presidente di ANP, associazione nazionale dei dirigenti scolastici – minuto 11 e 20. Ha sviluppato un’esposizione sullo status della dirigenza pubblica come componente forte di quel ceto medio, che contribuisce in larga parte al finanziamento dei servizi pubblici con la sua quota di fiscalità superiore alle altre. Ha illustrato come il mondo della scuola sia decisivo e importante per il futuro del Paese.
Adele Tramontano, Responsabile per le questioni giuridiche di CIDA funzioni centrali – minuto 16. Ha illustrato i punti più qualificanti della nuova legge “Zangrillo”, la legge n. 119 del 2 luglio 2026. Al di là di quanto lì previsto la sfida del futuro per i dirigenti pubblici sarà l’attitudine all’apprendimento, la capacità di visione e quella di previsione e anticipazione dei contesti e delle problematiche.
Teresa Lavanga, direttrice Generale della Confederazione CIDA – min 21. Ha ricordato come CIDA sia una realtà consolidata da ormai 80 anni, celebrati quest’anno. La sua storia deve sostenere il futuro prossimo venturo che si manifesta oggi con lo sviluppo poderoso dell’intelligenza artificiale che cambierà sicuramente il profilo operativo e organizzativo delle aziende pubbliche e private. E’ un vero e proprio “mondo futuro”, a fronte del quale tutta la dirigenza del Paese dovrà confrontarsi.
Giuseppe Beato, Vice Presidente di CIDA funzione pubblica – min 26. Il suo intervento è interamente centrato su due questioni che orienteranno il buon andamento della burocrazia pubblica del futuro: il regime della dirigenza pubblica, oggi precario, e i controlli parlamentari sulla burocrazia pubblica, con il supporto di un’Autorità Indipendente di valutazione, come in altre democraize a noi vicine.
Stefano Di Leo, Presidente di CIDA , funzioni centrali – min 34. Dopo decisive osservazioni sulla necessità che la dirigenza pubblica faccia sentire la propria voce nel panorama democratico della gestione delle pubbliche amministrazioni, ha incentrato il suo intervento su un esame critico, assai franco, delle sisposizioni contenute nel dereto “Zangrillo”, precedentemente illustrato da Adele Tramontano.
Giorgio Germani, Vice presidente Vicario di CIDA funzione pubblica – min 42. Ha illustrato e sotenuto il tema delle elevate professionalità, mai compiutamente definilto nel pubblico impiego. Ai funzionari con i compiti di maggiore complessità e di collaborazione diretta con i dirigenti pubblici non viene riservato uno status, sia giuridico che economico, all’altezza delle alte funzioni svolte. Sulla pubblica amministraziione del futuro egli osserva che tutto dipenderà dalla qualità delle persone: i politici, chi lavora nella PA, e i magistrati.
Stefano Morara, Presidente di ANPRI – Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca – min. 47. S’intrattiene sul ruolo della ricerca ee ell’innovazione nel nostro Paese, sottolineando in particolare l’importanza degli istituti pubblici che sviluppano una ricerca integrata e interdisciplinare, che superano gli steccati degli studi innovativi all’interno di singole discipline scientifiche. Non manca alla fine di osservare che, proprio in virtù del peso professionale dei ricercatori che operano nel mondo pubblico, essi non possono rimanere confinati nell’ambito contrattuale attuale, sottintendendo così la vicinanza con tutte le altre componenti professionali associate alle aree contrattuali della dirigenza.
Alessandro Romano, Presidente dell’Associazione Allievi della Scuola Nazionale dell’Amministrazione – min 54. Oggi l’associazione racchiude in sè le esperienze e la professionalità dei dirigenti pubblici che dagli anni ’90 transitano in amministrazione dopo il peiordo di frequenza alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Sviluppa il suo intervento intorno ai valori etici che devono guidare l’azione del dirigente pubblico, enfatizzando fra l’altro la necessità di un visibile percorso di funzioni svolte come premessa per l’ascesa ai ruoli di vertice di ciascuna amministrazione.

