Trattato Italia Francia firmato dai presidenti Draghi e Macron

Diamo conto dell'”Accordo per una cooperazione bilaterale rafforzata” firmato ieri fra il Governo italiano e il Governo francese pubblicandone il testo integrale. Continua a leggere

Il contrasto fra la direttiva Bolkestein e la legislazione italiana.

La polemica endemica sulla cosiddetta “direttiva Bolkestein” –  dal nome del Commissario Europeo per il Mercato Interno, la Tassazione e l’Unione Doganale dell’epoca in cui fu promulgata la direttiva n. 123/2006/CE (vedi qui il testo) – investe due precisi settori di attività economica (ancorché la direttiva medesima si riferisse a “qualunque attività economica, di carattere imprenditoriale o professionale, svolta senza vincolo di subordinazione, diretta allo scambio di beni o alla fornitura di altra prestazione anche a carattere intellettuale“): 1. le concessioni balneari sul suolo del demanio marittimo; 2. le concessioni al commercio al dettaglio su aree pubbliche. Continua a leggere

Unione Europea – le regole del gioco non la fanno funzionare

Le recenti vicende, tutte ruotanti intorno alle risposte comuni dell’Europa al ciclone sanitario ed economico provocato dal COVID 19, hanno messo in luce problemi non nuovi, la cui soluzione non e’ più’  rinviabile, pena la perdita completa di unitarietà’, omogeneità e funzionalità’ minime dell’Unione Europea e la sua esistenza stessa come entità’ politica autorevole nel mondo. Continua a leggere

Democrazia, Stato e mercato: il pensiero del ministro Savona

Di seguito l’intervento di Paolo Savona in occasione della della presentazione del volume della Biblioteca Enzo Grilli: “Franco Modigliani e Giorgio La Malfa “Un’agenda per l’euro”, Scritti 1998-2000″. L’evento è stato organizzato al Senato dalla fondazione “Ugo La Malfa” lo scorso 12 luglio 2018.

Le riflessioni del Ministro per le Politiche comunitarie si riferiscono allo squilibrio attuale dei rapporti fra democrazia, Stato e mercato nell’Unione europea e agli orientamenti ritenuti necessari per gestire tali squilibri: Continua a leggere

Regolamento UE sulla protezione dei dati – GDPR

E’ errato in vigore lo scorso 25 maggio 2018 il “Regolamento generale sulla protezione dei dati” , approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa con il numero 679 del 25 maggio 2016. Il suo acronimo GDPR sta per “General Data Protection Regulation“. Riportiamo qui sotto il testo del Regolamento in lingua italiana. Continua a leggere

Lo Statuto dei funzionari dell’Unione europea: il testo.

Trascurato, quasi emarginato dall’interesse della nostra dottrina giuridica, lo Statuto dei funzionari dell’Unione Europea regola il rapporto di lavoro di circa 25.000 dipendenti di varie nazionalità – vedi qui. Lo statuto fu emanato con Regolamento nel lontano anno 1962, ma da allora ha subito moltissime variazioni, Continua a leggere

La governance amministrativa nel Regno Unito

Uno degli errori più penosi – da veri presuntuosi – che commettono i riformatori di casa nostra consiste nel concepire ed elaborare riforme amministrative come se dovessimo inventare ex – novo il modo di governare un Paese occidentale avanzato. C’è, invece, chi da secoli prima di noi ha organizzato le proprie istituzioni e procede, quando necessario, a sensate modifiche. Basterebbe studiare, applicarsi e comprendere il buono che c’è vicino a noi. Continua a leggere

Giuliano Amato: presentazione del volume “Corte costituzionale e Corti europee”

E’ stato ieri presentato all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” l’ultima scritto di Giuliano Amato dal titolo “Corte costituzionale e corti europee” edito da “il Mulino”.

Riproponiamo la video registrazione degli interventi – Gaudio, Carnevale, Luciani e Melis – a cura di “Radio Radicale” Continua a leggere

Jean-Claude Junker: discorso sullo stato dell’Unione 2017

Il 13 settembre ultimo scorso, il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ha tenuto il Discorso annuale sullo stato dell’Unione 2017, al cui testo integrale rinviamo (clicca qui). Continua a leggere

Il discorso di Lubiana di Mario Draghi

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Qualunque sia il destino del progetto di Unione europea avviato 60 anni fa con il Trattato di Roma e qualunque sviluppo si affermi nel rapporto ormai in piena fibrillazione fra Stati nazionali europei, Stati Uniti, Russia e Cina, il discorso di Lubiana del Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi rimarrà una pietra miliare per chi vorrà comprendere la storia dell’Europa dal 1945 a oggi. Continua a leggere

I 9 Principi del Merit System dell’Amministrazione pubblica federale statunitense.

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Pubblichiamo la traduzione in lingua italiana dei 9 principi di “merit system” che – in base a quanto previsto dal Codice delle leggi pubbliche U.S.A. –  presiedono al rapporto di pubblico impiego nell’Amministrazione federale. Continua a leggere

La Turchia di Erdogan e il rispetto dei diritti.

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Rinviamo al sito Corriere.it nel quale é pubblicato l’articolo del prof. Sabino Cassese sulla situazione in Turchia – clicca qui. Nel condividere appieno i suoi contenuti – anche con riferimento al concetto secondo cui “ciascun Paese deve rispondere anche agli altri Paesi e alla comunità internazionale dei propri atti in materia di salvaguardia dei diritti e della democrazia” – esprimiamo la nostra solidarietà con le decine di migliaia di colleghi turchi, funzionari, magistrati, poliziotti, docenti, licenziati ” ad nutum “, senza procedure di sorta, solo per il venir meno del rapporto di fiducia con il Sultano di Istanbul, che si pretende più forte dopo il fallito colpo di Stato militare.

Epurazioni Erdogan

Qualità e analisi d’impatto della regolazione (AIR).

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Presentiamo l’Annuario 2014 (vedi qui_Annuario2014), edito dall’Osservatorio AIR. D’interersse anche il precedente annuario 2013 (Osservatorio AIR_Annuario_2013), all’interno del quale si possono cogliere spunti e approfondimenti importanti per avvicinare una tematica sconosciuta ai più e, soprattutto, largamente desueta nella prassi di produzione delle leggi e dei regolamenti qui in Italia. Utile, innanzitutto, chiarire che il termine “better regulation” potrebbe incuriosire di più e meglio se fosse declinato nella nostra lingua come “qualità della regolazione“. Le tecniche dell’AIR (analisi d’impatto della regolazione) hanno l’ obiettivo di valutare e supportare la qualità della regolazione (una legge, un regolamento) nella fase preparatoria precedente alla loro emanazione. Anche in questa materia, l’ordinamento pubblico del nostro Paese va a rimorchio di altri e stenta ad assimilare i principi di “qualità della regolazione” sanciti in sede OCSE (vedi qui) e presso l’Unione europea. La coscienza del nostro legislatore è comunque “a posto” , avendo l’Italia prodotto disposizioni di legge e di regolamento – quasi mai applicate – sull’AIR e sul VIR (valutazione ex post dell’impatto della regolazione): vedi qui.

L’Osservatorio AIR (vedi qui il sito) è un’associazione, presieduta dal prof. Alessandro Natalini, che segue da anni le vicende della qualità della regolazione e produce gli annuari che qui presentiamo: il focus d’interesse dell’Annuario 2014  è sulla “Regolazione nelle autorità indipendenti” (l’Autorità per l’energia elettrica AEEGSI, l’AGCOM, la Banca d’Italia, la CONSOB, etc.).

Ci sembra utile richiamare anche alcuni punti focali del precedente Annuario 2013: in particolare il capitolo 2, di Siriana Salvi, in cui vengono illustrati l’AIR e il VIR nel contesto internazionale (pag. 45 e segg.), la citazione delle raccomandazioni del Consiglio UE dell’8 luglio 2014 (pagg. 23 e 24) all’interno delle quali si può leggere sull’AIR in Italia che “l’applicazione, se si eccettua l’esperienza maturata dalle autorità indipendenti, è ancora largamente insufficiente“. Indicativa anche la rassegna della giurisprudenza in materia (vedi il contributo di Monica Cappelletti alle pagine 115 e seguenti) all’interno della quale si può apprendere dal Consiglio di Stato con Sentenza n. 2521 del 2012 (vedi testo) che – in riferimento ai processi di regolazione normativa delle Autorità indipendenti – “la relazione AIR…può essere sottoposta al sindacato del giudice amministrativo solo nel caso in cui vi sia contrasto con il principio di ragionevolezza tecnica” ma che “l’eventuale mancanza della stessa non inficia la regolarità del procedimento di adozione”. …e chi vuole intendere, intenda.

 

FISCAL COMPACT: la regola del debito

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La locuzione “Fiscal compact” é divenuta ormai un “termine spauracchio” con cui si sintetizza, nella mente dei più, una serie di regole restrittive che rischiano di strozzare l’economia dei Paesi UE, fra quali l’Italia.

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Fonti del diritto europeo – Fiscal compact, six pack, two pack.

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VEDI ANCHE “LE FONTI DEL DIRITTO EUROPEO”- clicca qui.

Le regole del cosiddetto “Fiscal compact” sono vaste e articolate: esse sono state prodotte a livello UE e di Stati nazionali negli anni 2011-2013, a ridosso delle crisi finanziarie di questi anni.

L’intero “pacchetto normativo” è costituito dal “Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’Unione economica e monetaria” (vedi qui il testo ), firmato il 2 marzo 2012 (ratificato in Italia con Legge 23 lug 2012, n. 114) ed entrato in vigore il 1° gennaio 2013 . Come previsto dal trattato, lo Stato italiano si dotò di disposizioni di rango costituzionale (Legge costituzionale n 1/2012) conformi al Trattato stesso e tali da garantire la correzione degli scostamenti finanziari (vedi qui l’articolo 81 Cost modificato) e di una “legge rinforzata” (vedi qui Legge 243 del 2012 sul pareggio del bilancio dello Stato).

Fondamentali, peraltro, per delineare il quadro normativo di salvaguardia degli Stati dai disavanzi eccessivi pubblici previsto dall’articolo 126 TFUE (vedi), firmato a Lisbona nel 2007 (vedi qui il testo del Trattato), sono i due “pacchetti di Regolamenti e Direttiva, denominati “Six pack” (anno 2011) e “Two pack” (anno 2013).

Il Six pack del 2011 è composto di 5 Regolamenti e una Direttiva. Essi sono: 1) Regolamento n 1173 del 16 nov 2011 su sanzioni e ammende; 2) Regolamento n 1174 del 16 nov 2011,  ancora su ammende; 3) Regolamento n 1175 del  16 nov 2011 – modifica del reg CE n 1466/97 ; 4) Regolamento n 1176/2011 su “meccanismo di allerta e quadro di valutazione”; 5)  Regolamento n 1177/2011, di modifica del Regolamento CE n 1467/97; 6)  Direttiva n. 85 dell’8 nov 2011 sulle regole di bilancio degli Stati nazionali.

Il Two pack del 2013 è composto dai seguenti due Regolamenti, cogenti in tutta l’area euro: 1) Regolamento n 472 del 10 mag 2013 sulla sorveglianza rafforzata agli Stati in difficoltà; 2) Regolamento n 473 del 21 mag 2013  sul monitoraggio rafforzato delle politiche di bilancio degli Stati.

Il complesso degli atti normativi sopra richiamati é il frutto di una progressiva, stringente operazione di “incardinamento” delle politiche fiscali dei Paesi euro dentro un sistema di regole e di deroghe minutamente regolato. Ne emerge una modalità totalmente modificata di gestione delle politiche economiche e di bilancio. Per un ottimo approfondimento sulle modifiche indotte dal “Fiscal compact” si veda lo studio del Servizio bilancio del Senato (giugno 2013)  La governance economica europea – 2013

Vedi anche su queso sito: Fiscal compact: LA REGOLA DEL DEBITO – clicca qui.

Le fonti del diritto dell’Unione europea.

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 Ci sembra utile riepilogare con un sintetico “vademecum” la geografia delle fonti del diritto della UE, note ai giuristi e agli addetti ai lavori, ma ostiche – per via della loro complicata stratificazione nel tempo – per i più.

L’impianto globale dell’Unione europea si regge su due trattati internazionali – il TUE (trattato dell’Unione europea) e il TFUE (trattato sul funzionamento dell’Unione europea), che sono stati firmati a Lisbona il 13 dicembre 2007 ( da cui la locuzione “Trattato di Lisbona“) ed entrati in vigore il 1° dicembre 2009 – Vedi qui il testo dei due trattati. In Italia i due trattati furono ratificati con la legge 2 agosto 2008, n. 130, su G.U. n. 185 dell’8-8-2008 – Suppl. Ordinario n. 188. I Trattati in questione sostituiscono e consolidano i contenuti del “Trattato sull’Unione europea” firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 (vedi qui), nonché le relative modifiche scaturite dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 (vedi qui il testo).

Il TUE (Trattato sull’Unione europea) espone i principi cardine su cui si fonda la UE e delinea il quadro e i poteri delle “Istituzioni dell’Unione” (gli articoli 13 e seg. prevedono il Parlamento europeo, Il Consiglio europeo, il Consiglio, la Commissione europea, la Corte di Giustizia, la Banca centrale europea (BCE), la Corte dei Conti) e stabilisce la personalità giuridica dell’Unione (articolo 47).  Il TUE sostituisce e consolida i principi cardine sull’Unione contenuti nell’omonimo “Trattato sull’Unione europea” firmato a Maastricht.

Il TFUE (trattato sul funzionamento dell’Unione europea), composto di 358 articoli, sostituisce e consolida i contenuti degli articoli G, H e I del Trattato di Mastricht del ’92, i quali ultimi, a loro volta, sostituivano e inglobavano i contenuti del “TCE- Trattato che istituisce la Comunità economica europea” (“Cee“) – firmato a Roma nel 1957 (articolo G), del “Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio” (“Ceca“) – firmato a Parigi nel 1951 (articolo H) e del “Trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica” (“Euratom“) – firmato a Roma nel 1957 (articolo I). Il TFUE è la fonte dispositiva da cui si originano le regole di funzionamento dell’Unione, fra le quali ricordiamo il “famigerato” articolo 126 (vedi qui) e del relativo Protocollo n 12 (vedi qui), anch’essi ripresi dal trattato di Maastricht, in cui è prevista la procedura per “i disavanzi eccessivi” nei conti pubblici dei Paesi membri.

 Precedente protocollo dei disavanzi effettivi dal-trattato-di-Maastricht

Per approfondire: Wikipedia – storia del trattato di Maastricht    —-  Sito dell’Unione europea – Trattati dell’UE ——- Wikipedia – Trattati sull’Unione europea SCHEMA STORICO

Forma giuridica diversa ha, invece, il Patto di stabilità e crescita (PSC) – Vedi approfondimento – che prese le mosse da una risoluzione politica del Consiglio europeo, adottata ad Amsterdam il 17 giugno 1997 in vista dell’introduzione della moneta unica (Vedi qui). IL PSC era ed è finalizzato all’instaurazione di procedure stringenti per il rispetto dei cosiddetti “parametri di Maastricht” (protocollo di cui sopra) e si concretizzò con il  Regolamento n. 1466 del 7 luglio 1997 (vedi) che, come noto, è una fonte giuridica diversa dal Trattato ma che, a termini dell’articolo 288 del TFUE, “è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri“.

Il Regolamento n. 1466/97 è stato più volte rivisitato. Attualmente risulta integrato e sostituito da un pacchetto di Regolamenti UE e dal Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nelle UE dell’anno 2012, complessivamente conosciuti come “Fiscal Compact” – Vedi qui le fonti di diritto vigenti.

Guido Calabresi: il funzionamento della Giustizia U.S.A.

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Guido Calabresi è un giurista italiano figlio di oppositori al fascismo fuggiti negli Stati Uniti nel 1939, poi naturalizzato statunitense, fondatore dell’analisi economica del diritto. Nel 2012 egli ha tenuto a Macerata tre lezioni riguardanti l’organizzazione delle corti di giustizia federale negli Stati Uniti, la forma e il ruolo delle sentenze giudiziarie all’interno di un sistema federale e il rapporto che intrattiene con la pena di morte un giudice ad essa decisamente contrario. Continua a leggere

Patto di stabilità e crescita – Regolamento n. 1466/97

VEDI QUI LE NUOVE FONTI GIURIDICHE DEL “FISCAL COMPACT” – clicca qui

Testo originario del Regolamento sul Patto di Stabilità e Crescita (PSC), adottato dal Consiglio europeo il 7 luglio 1997 con il numero 1466, in applicazione del Trattato di Maastricht.

 Regolamento n 1466 del 1997

Vedi qui le modifiche successive a detto regolamento –  Sorveglianza delle politiche di bilancio -Regolamenti UE

 

 

Il colpo di Stato avvenuto nel 1997 con l’introduzione del Patto di stabilità.

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Giuseppe Guarino, di anni 92, professore emerito  di diritto pubblico dell’economia, Ministro delle Finanze nel Governo Fanfani VI e dell’Industria nel Governo Amato, non può esattamente essere considerato un “black bloc”, un “indignato”  o un “No TAV”. Eppure quest’uomo anziano dal prestigio unanimemente riconosciuto non esita a definire un “colpo di Stato” non cruento l’entrata in vigore del Regolamento n. 1466 del  7 luglio 1997 con il quale fu introdotto il “Patto di stabilità e crescita” nell’area dei paesi UE. L’accusa formale è quella di aver contravvenuto ai principi contenuti nel Trattato dell’unione europea – in particolare gli articoli 103, par 5 e 189 C; in sostanza l'”accusa formale” sviluppa un ragionamento – che è difficile non condividere visti gli andamenti dell PIL europeo dal 1999 in poi – secondo il quale quel Regolamento, così come congegnato, ha sacrificato la possibilità – e la sovranità – di vari Stati aderenti di poter attivar meccanismi di crescita delle loro economie.

Per un utile approfondimento del tema rimandiamo al sito “le formiche.net” sul quale é pubblicato un saggio in 5 puntate sulla questione dell’illegittimità del PSC

Giuseppe Guarino – Saggio di verità sull’Europa e sull’euro

Intervista del prof.  Guarino a Italiaoggi – 25 ottobre 2013

Civium libertas – recensione al libro “Cittadini europei e crisi dell’euro” – G. Guarino 2014