Guido Carli 1977 – Gli industriali italiani estranei allo Stato

Dobbiamo alla sagacia dello storico Guido Melis la riscoperta di un pensiero persosi nel tempo a proposito del rapporto anomalo rispetto agli altri paesi occidentali fra industriali e Pubblica amministrazione. Guido Carli fu Governatore della Banca d’Italia dal 1960 al 1975 e Ministro del tesoro dal 1989 al 1992: Continua a leggere

Digitalizzazione non anarchica nelle pubbliche amministrazioni e PNFF

Riproponiamo qui di seguito un articolo di Maria Pia Giovannini, già dirigente presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), oggi vice-presidente del “Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione” e di Paolino Madotto, esperto d’informatica nelle pubbliche amministrazioni, sullo stato della digitalizzazione nel mondo pubblico e sulle linee strategiche sul buon esito delle quali si gioca la partita del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Continua a leggere

L’alta velocità nell’Italia meridionale

Come dichiarato in Parlamento dal Presidente del Consiglio, l’alta velocità ferroviaria rientrerà nei Piano di Resilienza e Ripresa. Di seguito un articolo di Enrico Morando per “il Riformista” del 16 febbraio 2021 (clicca qui sul link)

Guido Melis – Riformare l’amministrazione italiana

Il prof. Guido Melis è uno dei più importanti e noti storici della pubblica amministrazione pubblica italiana (é suo il testo ormai classico Storia dell’amministrazione italiana -vedi qui la presentazione del testo aggiornato al 2020). Quasi a voler richiamare quel titolo, appare oggi un suo articolo sulla rivista de “Il Mulino” dal titolo “Riformare l’amministrazione italiana”. Da vero storico, quale egli è, non si esime dal rischio di parlare anche di presente e di futuro. Continua a leggere

I 59 commissari delle Grandi Opere

Riprendiamo l’articolo de Il Sole 24 ore dello scorso 22 gennaio 2021. Viene riportato l’elenco dei 59 Commissari indicati dal Governo per la gestione di altrettante Grandi Opere per un importo di circa 65 miliardi di euro. In un nostro precedente articolo le perplessità sul funzionamento effettivo di queste figure, viste le esperienze, non solo del ponte di Genova, ma anche di quelle relative ai lavori dei dopo-terremoti.  Continua a leggere

I “Recovery Fund” degli ultimi 20 anni

L’approccio alle questioni che riguardano le pubbliche amministrazioni italiane é sempre caratterizzato da fastidio e critica sferzante e non é mai ordinatamente rivolto ai suoi elementi significativi. Così, sono in pochi oggi a comprendere i motivi per i quali la politica si sia come risvegliata nell’attenzione (superficiale) posta all’efficienza e alla qualità dei servizi amministrativi.

Il motivo è presto detto: c’è la comprensibile e condivisibile preoccupazione che la macchina amministrativa della Repubblica non sia in condizione di gestire l’ingentissimo flusso di danaro in arrivo dall’Unione Europea con il piano di ripresa “New Generation EU”, altrimenti conosciuto come utilizzo del Recovery Fund.

Non sono in molti, al di fuori degli addetti ai lavori, a sapere che l’Italia ha goduto negli ultimi 20 anni di una somma di contributi finanziari europei SUPERIORE alle sovvenzioni a fondo perduto (81 mld di euro) poste a  disposizione nel 2020 col prossimo Recovery Fund. Sono esattamente 101 miliardi di euro, messi dalla UE a disposizione dell’Italia dall’anno 2000 all’anno 2020 (Fondi strutturali Europei 2000/2006 per € 28,484 mld, Fondi Strutturali Europei 2007/2013 per € 27,940 mld e Fondi  Strutturali Europei 2014/2020 per € 44,656 mld). Un mare di danaro proveniente direttamente dal bilancio dell’Unione in una quantità in cui l’Italia é stata seconda solo alla Polonia.

COME SONO STATI SPESI QUESTI SOLDI? Continua a leggere

Bini-Smaghi – Fondi sprecati se l’Italia non fa le riforme

Iniziano a imporsi all’attenzione dei più le problematiche legate alla capacità di spesa del sistema Italia che, in base agli accordi del 21 luglio scorso, potrà (se avrà piani credibili) attingere a più di 200 miliardi di euro (vedi sempre i nostri riferimenti ai finanziamenti non spesi in occasioni recentissime). Continua a leggere

Recovery Fund – L’emergenza , i piani, la svolta

Il seguito della riflessione di Antonio Zucaro – pubblicata sul sito Demosfera sulla gestione italiana del Recovery Fund: in un precedente intervento (vedi qui) erano esposti i punti di caduta istituzionali che minacciano il buon esito dell’utilizzo dei Fondi. In questo secondo intervento si avanzano proposte di merito su obiettivi utili ei nterventi possibili.

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Recovery fund – il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Per opportuna documentazione riproduciamo qui di seguito i documenti di riferimento per la grande operazione di utilizzo dei Recovery Fund (circa 209 miliardi previsti per il nostro Paese), con tempi, condizioni e scadenze. Si ricorda peraltro che il contesto di guida e riferimento è costituito dal Regolamento UE (pure allegato) nel quale sono tracciate le condizionalità che tutti i paesi UE dovranno rispettare per avere accesso ai fondi. Continua a leggere

Esposizione sintetica sul lavoro agile.

Di seguito presentiamo un’esposizione sintetica sulle caratteristiche del lavoro agile, cosi’ come previste dai vari provvedimenti legislativi entrati in vigore fino ad oggi. Continua a leggere

Milano in tempi di Coronavirus

La città simbolo del dinamismo imprenditoriale italiano non si vuole piegare alle nuvole nere dell’emergenza COVID 19. Ricordando le immortali pagine del Manzoni, leggiamo anche questo fondo di Francesco Merlo su La Repubblica del 4 marzo ultimo scorso. Continua a leggere

Trasformazione digitale mutilata se non si riforma la pubblica amministrazione

Paolino Madotto é un manager privato che lavora a stretto contatto con un’amministrazione pubblica; pertanto ha maggiore facilità di lettura delle tematiche di confine fra gestione pubblica e mondo delle imprese. Continua a leggere

Intervista del Ministro Gualtieri alla Repubblica sullo Stato azionista.

L’illustre economista italo-americana Mariana Mazzucato, in una sua recente intervista a La Repubblica (vedi qui), ha espresso valutazioni felicemente libere da incrostazioni ideologiche sui confini che può ritagliarsi lo Stato nella dinamica della libera economia di mercato. Continua a leggere

Il rapporto del club Ambrosetti per un vero cambio delle pubbliche amministrazioni italiane

Nel corso del Forum internazionale 2019, organizzato dallo Studio Ambrosetti nello scorso mese di settembre alla Villa D’Este  sul lago di Como, e’ stato presentato e discusso il documento che qui sotto riprendiamo in versione integrale. Continua a leggere

Il miracolo economico e sociale di Brescia

Giornali e televisioni d’assalto ci mostrano giornalmente la parte meno edificante della vita sociale e politica del nostro Paese, lasciando sempre puntualmente ai margini la descrizione delle situazioni d’eccellenza, che pure esistono.  Continua a leggere

Lo Stato e lo sviluppo delle tecnologie pulite.

Da “Lo Stato innovatore” di Mariana Mazzucato (vedi nostra recensione) , capitolo VI, “La rivoluzione industriale verde“, pag. 168. Continua a leggere

TAV: ultimi aggiornamenti

In questo sito non usiamo prendere “partito” per un verso o per un altro – per questioni  non strettamente istituzionali o di amministrazione pubblica – nella discussione politica (anche se le nostre idee le abbiamo). Riteniamo invece più utile per il lettore pubblicare alcune fonti di informazione e di approfondimento per agevolare un’opinione informata.

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il ruolo dei dirigenti pubblici e privati nella quarta rivoluzione industriale – studio ADAPT

Pubblichiamo uno studio a cura dell’Associazione ADAPT (vedi sito), fondata da Marco Biagi nel 2001. Lo studio, denominato “il dirigente futuro nelle trasformazioni sociali e del lavoro“, Continua a leggere

Francia: il funzionamento del bilancio per missioni e programmi

Spetta allo Stato francese il merito di aver introdotto in Europa alcuni principi –  e la loro concreta declinazione nel regime finanziario nazionale – relativi al collegamento fra indicazioni di bilancio e programmazione strategica dell’attività dei grandi plessi amministrativi. Con la legge organica all’anno 2001, di riforma denominata Loi organique relative aux Lois de Finances (LOLF – vedi qui) furono introdotte in Francia le procedurei già sperimentate nell’amministrazione Federal U.S.A. nel decennio precedente (Government performance and result act” – GPRA – Vedi qui). Continua a leggere