CNEL: relazione sui servizi pubblici 2026

Il CNEL ha fra i suoi compiti istituzionali quello di redigere una relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini. Il compito è di straordinaria importanza, perchè attribuisce una responsabilità di verifica sull’attuazione delle politiche pubbliche, attraverso il monitoraggio sul funzionamento delle varie aree in cui è composta la pubblica amministrazione italiana.

La relazione dell’anno 2026 è stata coordinata dalla dr.ssa Marcella Mallen e presentata ufficialmente il giorno 14 ottobre ultimo scorso. Se ne riprende il testo qui sotto.

Si tratta di un poderoso elaborato di circa 300 pagine nel quale è presente una messe sostanzioso di notizie, analisi e riferimenti bilbiografici sui settori più importanti della burocrazia del nostro Paese. Si vedano in particolare la gestione dei rifiuti urbani (p. 106) l’edilizia residenziale pubblica (p. 123), il Servizio sanitario Nazionale (p. 147), la Ricerca e l’Istruzione (p. 160), le politiche del lavoro (p. 175), le infrastrutture e i trasporti (p. 184), la prevenzione dell’allontanamento familiare (p. 200), le politiche per l’invecchiamento (p. 214), l’occupazione giovanile (p. 233), lo sport (p. 240). Sono, inoltre, presenti due trattazioni di carattere generale, al primo e all’ultimo capitolo, attinenti  agli andamenti più significativi e rilevanti delle pubbliche amministrazioni nel loro complesso (p. 23) e alla custumer catisfaction (p. 259).

Approfondita in ciascuno degli aspetti trattati, forse la relazione soffre per la mancanza di uno schema omogeneo di riferimento ed esposizione, che potrebbe tradursi in un approccio alla lettiura in termini di esposizione dei programmi e verifica dei risultati conseguiti. Si vuole con ciò significare che lo stesso PNRR – con il quale si è confrontata in questi anni la pubblica amministrazione italiana nel suo complesso – recava un vincolo di accountability per le amministrazioni pubbliche ormai comune nelle burocrazie dei Paesi avanzati, che non lascia campo ad alcun “gioco di interlocuzione”: i servizi pubblici vanno esposti e monitorati in termini di obiettivi e costi previsti, tempi di attuazione e prestazioni effettuate, sulla base di un sistema di misurazione chiaro ed omogeneo. Si muovono così ormai da decenni l’amministrazione federale U.S.A., l’amministrazione del Regno Unito e quella francese. In Italia manca una sia pur pallida riproposizione di tale metodologia di valutazione delle politiche pubbliche e delle  performance delle sue amministrazioni pubbliche. Sarebbe bello se il CNEL facesse da battistrada nell’adozione di un simile metodo di esposizione.

 CNEL_relazione 2026

 

Articoli Recenti Relativi