La politica e il regime degli incarichi dirigenziali – Valerio Talamo

Valerio Talamo

ASCOLTA L’AUDIO DELL’INTERVENTO DI VALERIO TALAMO AL CONVEGNO DEL 28 MAGGIO 2014

Pubblichiamo l’intervento al Forum della PA 2014 del dr. Valerio Talamo, da iscrivere fra le analisi più lucide mai effettuate sul rapporto fra politica e dirigenza pubblica nel nostro Paese. Effettuato un excursus storico della normativa in materia, Talamo sviluppa un triplice ragionamento: 1) che l’equilibrio dei rapporti fra l’una e l’altra è da vent’anni spostato sul meccanismo di conferimento degli incarichi; 2) che l’unico strumento per rendere trasparente la scelta di rinnovo o revoca degli stessi dovrebbe essere costituito da un efficace sistema di valutazione del dirigente (e tale non è sicuramente quello previsto dal decreto Brunetta n 150/2009); 3) che il legislatore, sull’onda dell’emergenza, è intervenuto negli ultimi anni sul meccanismo di conferimento degli incarichi con due disposizioni, appostate in leggi di natura finanziaria, che hanno completamente dissolto il collegamento fra valutazione e incarichi (si vedano  il DL 78/2010 articolo 9 comma 32   “le pubbliche amministrazioni … che, alla scadenza di un incarico di livello dirigenziale, anche in dipendenza dei processi di riorganizzazione, non intendono, anche in assenza di una valutazione negativa, confermare l’incarico conferito al dirigente, conferiscono al medesimo dirigente un altro incarico, anche di valore economico inferiore” e il DL 138/2011, articolo 1, comma 18 “le   pubbliche amministrazioni ……. possono disporre, nei confronti del personale ……….avente qualifica dirigenziale, il passaggio ad altro incarico prima della data di scadenza dell’incarico ricoperto prevista dalla normativa o dal contratto” –  VEDI QUI LE NORME CHE HANNO PRECARIZZATO IL RAPPORTO DI LAVORO DEL DIRIGENTE PUBBLICO). Tali disposizioni, è la tesi di Talamo, sono in chiara distonia con i principi costituzionali che, agli articoli 95, 97 e 98, presuppongono un punto di equilibrio fra supremazia della politica ed autonomia della dirigenza (come  veicolo di legalità e imparzialità, a presidio quindi non dell’interesse corporativo della categoria, ma di quello pubblico dell’utenza) da configurare a cura del Legislatore. Noi aggiungiamo, più grevemente, che questi due articoli di legge, travolgendo qualunque tutela e/o base oggettiva nel sistema di conferimento degli incarichi dirigenziali, segnano il completo asservimento della dirigenza pubblica agli arbitrii e alle bizzarrie della politica.

Forum PA 2014 – Convegno sul regime della dirigenza pubblica: intervento di Valerio TALAMO