Fra le diverse fonti statistiche offerte da soggetti pubblici sulla consistenza e distribuzione del personale pubblico, pare utile privilegiare la Relazione sul Costo del Lavoro Pubblico 2025 a cura delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, per una sua soddisfacente precisione ed esposizione dei dati tratti dal Conto Annuale sull’andamento dell’occupazione pubblica gestito dalla Ragioneria Generale dello Stato. Le informazioni offerte possono essere evidenziate da vari punti di vista e d’interesse. Qui scegliamo di privilegiare due aspetti altamente qualificanti del dimensionamento numerico della nostra amministrazione pubblica: a) il rapporto fra occupati della PA e occupazione generale b) il numero dei dirigenti e professionisti in servizio a tutto l’anno 2023.
Quanto al primo aspetto, si fa riferimento a un’altra prestigiosa fonte, il Governement at a Glance 2025 a cura dell’OCSE, che certifica la media generale per ii 38 paesi membri del rapporto fra occupati pubblici e occupati in generale nella percentuale del 18,4% e colloca l’Italia al 13,66%, quasi cinque punti percentuali al di sotto.
L’altra informazione che emerge dai dati forniti alla pagina 72 dellla Relazione della Corte dei Conti riguarda la consistenza delle alte funzioni pubbliche nel contesto generale degli occupati della PA. Lì si certificano dati molto significativi, quali la prevalenza del genere femminile nelle funzioni dirigenziali, dei professionisti e dei magistrati, con riferimento particolare ai dirigenti scolastici e ai dirigenti sanitari; prevale il genere maschile fra i professori universitari e fra i dirigenti amministrativi delle amministrazioni centrali e territoriali.
L’altro dato incontrovertibile è che la percentuale dei dirigenti amministrativi (escludendo con ciò i dirigenti sanitari e i professori universitari) rispetto al totale generale dei dipendenti pubblici si colloca nella percentuale dello 0,9% , smentendo così la favola prevalente di un eccessivo numero complessivo di dirigenti nella burocrazia italiana. Quali organi d’informazione a tiratura nazionale riprenderanno mai i dati della Corte dei Conti e della Ragioneria Generale dello Stato?


