Società partecipate – La battaglia persa di Cottarelli.

COTTARELLI

Il Corriere della Sera segue da vicino le vicende delle Società partecipate (vedi su questo sito la loro dimensione e consistenza). L’ultimo articolo al riguardo è di Sergio Rizzo ed è stato pubblicato lo scorso 13 novembre 2014 (vedi qui: “gli incarichi dei riciclati che Cottarelli voleva chiudere). Noi, a contrappunto , riportiamo anche i precedenti sullo stesso tema, che mostrano plasticamente la “cavalcata verso la sconfitta” dell’onesto Cottarelli.

Corsera 17 lug 2014 -Risparmi si parte dalla giungla delle municipalizzate

Corsera 7 ago 2014 – Cottarelli “taglio a cda e stipendi nelle partecipate”

Corsera 7 agosto 2014 – Cottarelli “1213 società partecipate sono scatole vuote “

Corsera 2 sett 2014 – Cottarelli, “nel 2015 mezzo miliardo di risparmi dalle partecipate”.

Atto del Commissario straordinario per la Revisione della spesa: “Programma di razionalizzazione delle partecipate locali” -7 ago 2014.

Società partecipate – Il programma Cottarelli

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Il 7 agosto 2014 il Commissario Straordinario per la revisione della spesa , Carlo Cottarelli, presentò al Governo il “PROGRAMMA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE PARTECIPATE LOCALI”. Nella parte propositiva era ordinatamente delineato un percorso pluriennale per un risparmio annuo di “almeno 2-3 miliardi di euro” e la progressiva riduzione da 8000 a 1000 società partecipate. Che fine ha fatto quel programma?

 Programma partecipate locali – 7 agosto 2014

Il punto sulle misure di spending review sugli stipendi dei dirigenti pubblici previste dal “Piano Cottarelli”

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Ferve il dibattito sulle misure di risparmio sul pubblico impiego previste per il 2014. In particolare diamo qui conto dei riferimenti specifici alle retribuzioni dei dirigenti pubblici presenti nel  Piano Cottarelli del 23 marzo 2014 – vedi qui testo integrale recentemente emanati e/o diffusi dal Governo.

Dalle ipotesi di intervento di Spending review di Cottarellli  sugli stipendi pubblici – vedi qui le slide specifiche-  pubblico impiego retribuzioni cottarelli slide  – si evince  che le retribuzioni LORDE degli alti dirigenti della pa italiana risultano superiori a quelle dei loro colleghi tedeschi, inglesi e francesi. Sulla oggettività delle metodologie di comparazione dei livelli retributivi – così come effettuata da vari studi recenti (leggi qui la voce.info sugli stipendi dei dirigenti pubblici italiani) – sono state già espresse precise riserve: prima fra tutte la non comparabilità degli importi lordi in presenza di sistemi di prelievo contributivo e tributario completamente differenti fra i diversi Paesi osservati.

Inoltre, pur con i suddetti rilievi metodologici, la retribuzione lorda dei dirigenti di seconda fascia italiani (che sono la grande maggioranza) risulta di poco superiore alla media (ultima riga della slide di pagina 15). La questione è sempre la stessa: perché si prendono a modello le retribuzioni dei dirigenti apicali e di 1a fascia che sono circa il 4% dell’intera popolazione dei dirigenti pubblici amministrativi (vedi qui) ?

Le retribuzioni complessive, infine, del pubblico impiego risultano dalla pagina 16 delle slide di Cottarelli come in linea nel 2012-2013 con la media delle retribuzioni del settore privato.

Sulla questione vedi anche un nostro approfondimento specifico: Clicca qui 

SPENDING REVIEW – IL PIANO COTTARELLI

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Ecco il “Piano Cottarelli” in 72  slide….leggiamole insieme e vediamo cosa ci aspetta.

 Il piano Cottarelli – marzo 2014

VEDI ANCHE IL PIANO COTTARELLI SULLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE

I documenti ufficiali di finanza pubblica e il NADEF 2019

Cliccando qui sulla pagina dell’Osservatorio dei Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano , coordinato dal prof. Carlo Cottarelli, potrete trovare e consultare i documenti più importanti di finanza pubblica (DEF, NADEF e rapporti annuali ISTAT, Banca d’Italia e INPS).

La sanatoria sulle società partecipate presente nel disegno di legge di bilancio

In mezzo al fragore delle polemiche su altri punti della manovra di bilancio 2009 in corso, è rimasta in penombra, segnalata solo episodicamente da qualche quotidiano, il contenuto dell’articolo 51 del disegno di legge di bilancio (vedi) che smonta letteralmente una delle poche buone previsioni fra i tanti decreti legislativi “Madia”, precisamente il d. lgs. 19 agosto 2016, n. 175, recante il “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”. Continua a leggere

Consiglio di Stato: legittima la deroga dalle convenzioni CONSIP

Riproduciamo qui sotto la recente sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, n. 1937 del 28 marzo 2018, con la quale e’ stata considerata legittima la decisione del Ministero dei beni culturali di non avvalersi di una convenzione CONSIP. Continua a leggere

Doppio scandalo in una schermata

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“Scandalo” è un termine che non riguarda solo leader politici o persone note coinvolte in vicende oscure. Può essere scandaloso anche ciò che inquina tutti i giorni un rapporto sano fra lo Stato e i cittadini ed assume di volta in volta forme apparentemente innocue, ma la cui sommatoria generale rende inaccettabile tale rapporto. Continua a leggere

Roma Mafia – Tre questioni di natura amministrativa.

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Dallo scandalo Roma mafia, a proposito del quale l’evento futuro da temere su tutti è che venga progressivamente dimenticato e derubricato, emergono tre temi specifici riguardanti il funzionamento della pubblica amministrazione. Tali temi sono: 1) il controllo sugli atti degli Enti locali; 2) la confusione, elusione delle norme che regolano il lavoro pubblico (concorsi, assunzioni, rapporti di lavoro, controlli, bilanci, procedure d’appalto, spese in genere)  attraverso l‘esternalizazione di compiti istituzionali a società partecipate operanti in regime di diritto privato; 3) lo status giuridico dei dirigenti coinvolti nello scandalo. Continua a leggere

Lo scandalo delle società partecipate

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VEDI ANCHE: SOCIETA’ PARTECIPATE, LA BATTAGLIA PERSA DI COTTARELLI

Attraverso il meccanismo – formalmente legittimo anche questo come tanti altri “orrori” introdotti da una legislazione impazzita – dell’istituzione delle Società partecipate si è creata negli ultimi 10 anni una gravissima anomalia istituzionale nelle pubbliche amministrazioni italiane: sono operative circa 7.500 società private a partecipazione pubblica con più di 90.000 dipendenti assunti senza concorso, ma che svolgono dentro le amministrazioni (le famigerate società in house) i compiti istituzionalmente demandati al soggetto pubblico.

Pubblichiamo la requisitoria finale del Procuratore generale della Corte dei Conti nel giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato 2013 dello scorso 26 giugno 2014 (clicca qui), nel contesto della quale viene denunciato in modo chiaro e circostanziato il fenomeno, così come si manifesta sia nell’amministrazione statale e nelle autonomie locali: alla pag. 10 c’è il dato dei 25,93 miliardi di euro erogati dai Ministeri nel 2012.

Pubblichiamo anche la Relazione della sezione autonomie della Corte dei conti del 6 giugno 2014 dove è presente una disanima analitica sulla legislazione di supporto e sulla consistenza economico-finanziaria del fenomeno “partecipate nelle autonomie locali”. Ne abbiamo estrapolate le tabelle più significative.

Delibera n 15 del 2014 Corte dei conti -Gli Organismi partecipati dagli Enti territoriali

Vedi anche il giudizio di parificazione del precedente rendiconto dello Stato anno 2013.

Sull’argomento, una guida preziosa è anche il documento prodotto dall’ Ufficio studi della Camera – XVI legislatura, documento n 337/2012 – Le società a partecipazione pubblica

 Personale delle società partecipate

 Forme societarie e proprietà delle partecipate

 Settori di attività delle partecipate

Il DEF 2014 e gli stipendi pubblici.


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Ferve il dibattito sulle misure di risparmio sul pubblico impiego previste dal DEF 2014. Diamo qui conto dei riferimenti specifici presenti sugli atti ufficiali (vedi qui il testo integrale del DEF 2014) recentemente emanati e/o diffusi dal Governo.

Per quanto riguarda invece i contenuti del DEF 2014 (sezione II, pagina 34), si riportano testualmente le previsioni di spesa nel quinquennio 2004-2018: “Nel quadro a legislazione vigente, la spesa per redditi da lavoro dipendente delle Amministrazioni Pubbliche è stimata diminuire dello 0,7 per cento circa per il 2014, per poi stabilizzarsi nel triennio successivo e crescere dello 0,3 per cento nel 2018, per effetto dell’attribuzione dell’indennità di vacanza contrattuale riferita al triennio contrattuale 2018-2020. La riduzione attesa nel 2014 è dovuta al consolidarsi delle misure di contenimento della spesa per redditi per il pubblico impiego disposte dalle recenti manovre di finanza pubblica. Il modesto incremento dello 0,1 per cento stimato per l’anno 2015 è determinato, principalmente, dal venir meno di alcune delle predette misure di contenimento della spesa in vigore nel periodo 2011-2014, in particolare il limite di spesa individuale riferito alla retribuzione percepita nell’anno 2010 ed il riconoscimento ai soli fini giuridici delle progressioni di carriera. Tali effetti di spesa sono stati in gran parte compensati dalla decurtazione permanente, introdotta a decorrere dal 1°gennaio 2015 dalla Legge di Stabilità 2014, delle risorse destinate al trattamento accessorio in relazione ai risparmi di spesa determinati ai sensi del D.L. 78/2010 ed inizialmente previsti per il solo triennio 2011-2013 (successivamente prorogati dal DPR 122/2013 sino al 31 dicembre 2014). Inoltre, la previsione per l’anno 2015 non sconta più l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio 2015-2017, a seguito della disposizione introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 che ha individuato, quale indennità di vacanza contrattuale di riferimento per il predetto triennio, quella in godimento dall’anno 2010. Negli anni 2016 e 2017 la spesa per redditi si manterrebbe circa costante, per poi aumentare dello 0,3% nel 2018 in ragione della nuova indennità di vacanza contrattuale relativa al triennio 2018-2020.”

Dalle affermazioni evidenziate in corsivo, molti quotidiani e i Sindacati hanno dedotto la conferma del blocco della contrattazione del settore pubblico fino a tutto il 2020 (Il DEF blocca gli aumenti per gli statali  ). Il Ministro Padoan ha smentito ufficialmente tale interpretazione: la previsione, si afferma, risulta essere la mera registrazione di una linea di tendenza “a politiche invariate“: ciò, in coerenza con il “doppio binario” di esposizione di tutti documenti di programmazione economica – “previsioni tendenziali” a legislazione costante/politiche invariate e “previsioni programmatiche” comprensive di modifiche legislative previste.

Eppure, ciò che risulta chiaro dal vai e vieni di notizie e di smentite è che nulla di chiaro e di equilibrato è emerso finora nelle previsioni del Governo: non l’estensione del perimetro d’intervento (tutto il pubblico impiego? solo la dirigenza?), non una base logico-scientifica effettiva per “giustificare” la diminuzione delle retribuzioni dei dirigenti pubblici e degli impiegati in genere; non la previsione di una metodologia di “intervento” sulle retribuzioni; non l’importo medio individuale delle riduzioni previste. Risulta “certificata” sulle slide di Cottarelli “solo” la dimensione finanziaria dell’intervento previsto: 500 milioni di euro in ciascuno dei tre anni 2014-2015 e 2016, che sono un’enormità viste le dimensioni dell’universo di riferimento.

SPENDING REVIEW – BASI PER RAGIONARE

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Anche se il termine “spending review” è d’uso relativamente recente, la problematica della revisione della spesa pubblica era ben presente al Ministro Padoa Schioppa nell’anno 2007. Per la documentazione di questo sito, pubblichiamo il “Libro verde” di quell’anno, nonché due successivi studi sul tema, condotti da Piero Giarda nel 2011 e 2012, a ridosso della sua responsabilità di Ministro del Governo Monti. Sarebbe utile, per quella continuità di impostazioni di fondo che tanto è mancata negli anni scorsi, che il nuovo Commissario Carlo Cottarelli tenesse conto delle analisi già esistenti.

Libro verde spesa pubblica 2007

Rapporto_Giarda -Università cattolica del Sacro Cuore 2011 – Dinamica,struttura e governo della spesa pubblica.

Revisione_spesa pubblica_Rapporto Giarda 8 maggio 2012

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Il nuovo Commissario della Spending Review.


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Carlo Cottarelli, direttore del Dipartimento Affari Fiscali al Fondo monetario internazionale, è stato indicato dal Presidente del Consiglio Letta come il prossimo Commissario della Spending review. Egli avrà il compito di ridurre e migliorare la spesa pubblica, oggi attestata su 800 miliardi di euro. Dopo le “interlocutorie”, se non infelici, precedenti esperienze, l’attesa di tutti è che sia effettuato un esame puntuale di tutte le voci di spesa della PA, unico presupposto per poter intervenire sulle parti improduttive e salvaguardare ciò che è essenziale. Finirà con il nuovo Commissario la stagione dei tagli lineari?

Corriere della Sera – Chi è Carlo Cottarelli