Giuseppe De Rita : un’ “agenda” al posto dei “programmi”

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Dal Presidente del CENSIS Giuseppe De Rita riprendiamo questo fondo del Corriere della Sera dello scorso 14 marzo, in cui esprime tutte le sue riserve sull’efficacia della predisposizione di “programmi” politici e considera il termine stesso ormai invecchiato come il termine “riforma“. Continua a leggere

Giuseppe De Rita – Popolo della Sabbia.

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Con una delle sue definizioni folgoranti che lo hanno reso celebre negli anni, Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS, fotografa il processo di disgregazione della società italiana in atto ormai da anni: popolo della sabbia. Riprendiamo un’interessante intervista curata dalla rivista “Pandora” – vedi qui il sito – nell’aprile dello scorso 2015.

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Link all’intervista a Giuseppe De Rita.

Gli italiani e la guerra – Giuseppe De Rita.

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In un momento carico di incognite per i destini di tutti noi, Giuseppe De Rita – editoriale di ieri 11 dicembre 2015 sul Corriere della Sera – affronta con prudenza, ma anche con forza e profondità di argomenti – il tema del rapporto fra Italiani e la guerra. questione questa che non può mancare in una rassegna sulla nostra indole.

 Perchè gli italiani non si sentono in guerra

Giuseppe De Rita – Una politica debole senza una dirigenza pubblica forte.

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Riconosciamo al Corriere della Sera l’onestà intellettuale di aver pubblicato ieri il pensiero , come sempre lucido e folgorante, del prof. Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS, a proposito del dibattito in corso, di scarsissima qualità, sui rapporti fra politica e burocrazia pubblica. Una politica che non possa contare su una sua oligarchia, su una tecnocrazia, su una buona burocrazia, è una politica letteralmente inerme, destinata a restare su un decisionismo di massima, talvolta puro esercizio di annuncio“.  Invece oggi la politica ritiene di poter salvaguardare la propria funzione  precarizzando la dirigenza pubblica (vedi qui).

 Corriere della Sera 10 mar 2015- De Rita: politica inerme senza la burocrazia

Giuseppe De Rita – LA CRISI DEI CORPI INTERMEDI

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Folgorante come in moltissime altre sue intuizioni, Giuseppe De Rita inquadra meglio di altri la questione della “riforma della Pubblica Amministrazione”, vissuta dal governo Renzi – come da quasi tutti, ora e in passato – come “necessità di sfrondare, di alleggerire, di tagliare”. La “verticalizzazione del potere“, in atto nel nostro Paese dai tempi di Craxi, implica l’esigenza di un rapporto fra “vertice e base” che escluda qualunque ruolo dei “corpi intermedi” della Repubblica….ennesimo tragico errore, perché “un corpo intermedio amministrativo è comunque utile a una società organizzata: cosa mai sarebbe un capo della polizia senza commissariati o un ministro degli interni senza le prefetture? Per governare bene occorre una macchina intermedia che naturalmente funzioni. Per questo sarebbe un clamoroso errore immaginare di spazzarla via.

 Corriere della Sera: intervista a Giuseppe De Rita – 1° mag 2014

Comunicato dell’accordo di azione comune per la democrazia paritaria

L’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che raccoglie oltre 60 tra Associazioni, Gruppi e Reti femminili, ha apprezzato alcune norme per la parità di genere della legge elettorale per la Camera dei Deputati e per il Senato (c.d. Rosatellum): il fatto che, sia nelle liste che tra i capilista di ciascun partito, nessun sesso possa essere rappresentato in misura superiore al 60% e che nei collegi plurinominali, a  pena di inammissibilità, le candidature debbano essere rispettare l’ ordine alternato di genere, costituisce sicuramente un passo avanti verso l’equilibrio di genere nei luoghi decisionali della politica. Continua a leggere

Accordo di Azione comune per la Democrazia paritaria – legge elettorale

COMUNICATO STAMPA

L’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che raccoglie oltre 50 tra Associazioni, Gruppi e Reti femminili e si prefigge l’equilibrio di genere nelle istituzioni e nei luoghi di decisione, consapevole che nella storia della Repubblica le donne si sono rivelate meno coinvolte nelle pratiche di scambio e di corruzione Continua a leggere

Leggi elettorali – Note dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria

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Pubblichiamo due note inviate in data odierna dall’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente della Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle Province Autonome. Il contenuto delle note riguarda l’equilibrio di genere nelle leggi elettorali. Continua a leggere

Rapporto annuale 2016 della Guardia di Finanza: l’ammontare complessivo delle irregolarità accertate.

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E’ stato presentato lo scorso 15 marzo 2017, alla presenza del Ministro dell’Economia e finanze, il Rapporto annuale della Guardia di Finanza sulle indagini effettuate nel corso dell’anno 2016 intorno a reati e irregolarità di natura valutaria, fiscale e amministrativa –  Continua a leggere

I fatti del Comune di Roma e il ruolo di supplenza istituzionale dell’Autorità Anticorruzione.

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Nelle note ultime vicende della Giunta Raggi del comune di Roma – astenendoci da qualunque commento di carattere politico-partitico – segnaliamo un aspetto istituzionale  entrato nella vicenda: le ripetute “richieste di parere” – rivolte all’Autorità Nazionale Anticorruzione Continua a leggere

Atti del Convegno “Se non é paritaria non è democrazia” del 20 settembre 2016.

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Pubblichiamo gli atti ufficiali del Convegno organizzato dall'”Accordo di azione comune per la Democrazia paritaria”  – vedi programma – insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica, in sua rappresentanza. Continua a leggere

Accordo di azione comune per la democrazia paritaria – norme esperienze e confronto con Paesi esteri – Atti del Seminario del 3 dicembre 2014

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Di seguito le relazioni delle partecipanti al Seminario.

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Graziella Rivitti – relazione introduttiva 3 dicembre 2014;

Fiorenza Taricone – relazione 3 dic 2014 democrazia paritaria;

Alessandra Servidori – Intervento Democrazia Paritaria 3 dic 2014;

Marilisa D’Amico: relazione 3 dicembre 2014;

Daniela Colombo 3 dic 2014 – Meccanismi per la parità.

Democrazia paritaria – incontro con Maria Elena Boschi

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COMUNICATO STAMPA

Ieri 3 novembre 2014 l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria ha incontrato la Ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi.

Per l’Accordo erano presenti Daniela Carlà, Irene Giacobbe, Rosanna Oliva, Serena Romano e Roberta Morroni.

La delegazione ha illustrato le posizioni dell’Accordo riguardo le riforme della legge elettorale per la Camera dei Deputati e la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione .

La Ministra ha assicurato attenzione alle proposte, delle quali era già a conoscenza, e ha, in particolare, manifestato interesse per la tematica della valutazione dell’impatto di genere, nell’ambito della valutazione delle politiche pubbliche, che sarà tra le competenze del nuovo Senato.

E’ stato concordato un nuovo incontro durante il successivo iter parlamentare.

Il sistema dei controlli di regolarità amministrativo contabile degli atti di Regioni e Comuni.

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Il mondo amministrativo dei Comuni ha acquisito un forte potere e rilevanza nel nostro sistema istituzionale, tanto da “mandare” il Sindaco di Firenze e un ex Presidente dell’ANCI ai vertici delle Istituzioni. La ventata di novità per la pubblica amministrazione  non deve, tuttavia, far dimenticare che, anche e soprattutto nelle autonomie locali, nella legislazione amministrativa attuale si annidano dei “bachi” legislativi di pericolosità non ancora sufficientemente evidenziata.

Una delle più clamorose falle è quella esistente nel sistema dei controlli amministrativo-contabili, per quali gli esperti si attardano ancora sulla tematica della dannosità dei controlli “preventivi” (superati di fatto e di diritto con la legge n 20 del 1994 e sui quali non si nutrono nostalgie di sorta) nell’ottica dell’efficienza e della responsabilizzazione del dirigente  e sulla loro “arcaicità” in raffronto agli altri tipi di controllo e di valutazione: questa autentica corbelleria é sostenuta da molti furbetti con lo scopo di liberarsi dei controlli di legittimità degli atti, non tenendo conto della possibilità dei controlli successivi che sono egualmente uno strumento di garanzia e non ostacolano la tempistica degli atti posti in essere dai vari uffici.

Il concentrato di queste due  debolezze di pensiero ha prodotto danni ingentissimi, alla fine dei quali la stragrande maggioranza delle Amministrazioni pubbliche italiane è sprovvista, sia di un sistema efficiente di controlli di regolarità amministrativo-contabile, che di un sistema di controllo di gestione e di valutazione delle performance.

Ben lungi dall’essere “responsabilità degli amministratori e della dirigenza“, questa situazione deriva da un sostanziale smantellamento del sistema dei controlli degli atti delle Regioni e degli Enti locali che ha proceduto progressivamente negli ultimi venti anni ed ha trovato il suo momento massimo nell’abrogazione degli articoli 125 e 130 della Carta costituzionale scritta dai nostri Padri costituenti (vedi anche su questo sito lo  scandalo dei finanziamenti ai consiglieri regionali), che prevedevano modalità precise e specifiche di controllo degli atti. La ratio propagandata di quelle abrogazioni fu, al solito, permeata da una falsa idea di federalismo e di autonomia, tale per cui la pari ordinazione  di Stato, Regione ed Enti locali impediva che l’uno potesse controllare l’altro. Non è convincente questo assunto, per due buoni motivi: il primo è che l’unitarietà della Repubblica vincola tutti i suoi Organi costituzionali a regole e comportamenti reciprocamente rispettosi ma non per questo “scollegati” ed anarchici, vista la circostanza fondamentale che operano nel contesto di un unico sistema di finanza pubblica; seconda considerazione è la prioritaria difesa degli interessi del cittadino contribuente che si deve realizzare anche attraverso la garanzia della legittimità degli atti di spesa. La modifica del titolo V non tenne conto di queste due considerazioni, infatti non riformò il sistema dei controlli di regolarità amministrativo contabile, ma – con evidenza – li smantellò attraverso l’abrogazione pura e semplice degli articoli 125 e 130 Cost.

C’era e c’è un altro pensiero debolissimo che ammorbidisce dubbi e rimorsi dei più: quello dell’amministrazione che si “auto-controlla”. Questa è una delle più riuscite “balle spaziali” che abbiano trovato patria nell’ideologia modernista della Pa italiana. Andiamo a chiederlo agli americani, agli inglesi, ai francesi o ai tedeschi se utilizzano il sistema dell’autocontrollo amministrativo!!! In qualunque sistema amministrativo pubblico sano, il controllo amministrativo dell’operato di un qualunque soggetto non può che essere condotto da un soggetto controllante indipendente, pubblico ed esterno al soggetto controllato.

Gli esiti dello smantellamento dei controlli sono evidenti e gravissimi: arrecando un danno superiore ai danari persi col Mo.s.e. e con EXPO 2015,  oggi una miriade di piccoli rivoli di spesa delle 8000 amministrazioni pubbliche scorre oscura e senza controllo. Facile, troppo facile, l’incentivo a infinite piccole ruberie. Eppure l’aumento del livello di corruzione è lì ad ammonirci che, ancora prima dell’azione dell’autorità anticorruzione, è necessario riportare le grandi e le piccole spese pubbliche sotto il governo di una legislazione dei controlli chiara, equilibrata ed efficace, basata magari su Collegi sindacali costituiti da dirigenti pubblici estranei alle Amministrazioni controllate.

Per un approfondimento della tematica generale dei controlli sugli atti, dei controlli interni e della valutazione negli Enti locali, pubblichiamo tre contributi che riepilogano esaurientemente le tematiche normative così come si sono evolute nel tempo.

Giuseppe Beato

Dichiarazioni di Raffaele Cantone in ordine alla corruzione dopo la riforma del Titolo V della Costituzione.

Legambiente – Seminario nazionale 13 feb 2013 – Sistema dei controlli nella PA locale di Mario Collevecchio

Il controllo degli Enti locali alla luce della riforma del Titolo V Cost – Maria Cristina De Matteis 2007

DEMOCRAZIA PARITARIA E FUTURO DELLA DEMOCRAZIA

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L’articolo di Daniela Carlà, pubblicato su “Noi donne” e che riproduciamo qui sotto, illustra un concetto di interesse non parziale, ma di rilevanza generale: la rappresentanza di genere non è mera rivendicazione di “parità” di rappresentanza da parte del genere femminile, ma fattore di crescita e di sviluppo delle Istituzioni, perché conferisce vitalità e slancio alla vita democratica del Paese.

Daniela Carlà – Il cammino difficile ma inevitabile verso la Democrazia paritaria.

ACCORDO DI AZIONE COMUNE PER LA DEMOCRAZIA PARITARIA – LEGGE ELETTORALE E RAPPRESENTANZA DI GENERE

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Pubblichiamo la conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei Deputati lo scorso 4 marzo 2014 promosso dall’ Accordo di azione comune per la Democrazia paritaria, in merito agli aspetti di genere contenuti nel progetto di legge elettorale “Italicum”

Clicca qui per la trasmissione della Conferenza stampa

Sullo stesso tema un’intervista a Daniela Carlà

Reteconomy – L’Italicum e la rappresentanza di genere – Intervista a Daniela Carlà

 

NUOVA LEGGE ELETTORALE E ACCORDO DI AZIONE COMUNE PER DEMOCRAZIA PARITARIA

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Dichiarazioni di “Noi rete donne” in ordine alla nuova legge elettorale – intervista pubblicata sul sito della Rivista “NOI DONNE”.

ND NOI DONNE – legge elettorale: non sarà nuova senza Pari opportunità – clicca  qui per ascoltare l’intervista

Comunicato di Democrazia paritaria su legge elettorale gen-2014

Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria

 

Austerità e politica di risparmi negli uffici dell’Unione europea

Pubblichiamo il provvedimento adottato dalla Commissione europea  per risparmiare 2,7 mld di euro entro l’anno 2020. Il suo contenuto è rilevante e significativo in relazione all’entità delle misure di austerità adottate: congelamento dei salari per due anni, riduzione del personale,aumento dell’orario minimo di lavoro, innalzamento dell’età pensionabile.

Misure di austerità per i dipendenti degli Uffici dell’Unione europea.