Valutazione delle politiche pubbliche: il decreto di modifica delle “regole d’ingaggio” dell’AIR e del VIR

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AIR e VIR per un concittadino di buona cultura, ma non addentro nei meandri della pubblica amministrazione, sono termini che possono solo ricordare una vecchia canzone americana e la parola “uomo” pronunciata in latino! Anche quando sia declinato l’acronimo le perplessità non cambiano: AIR sta per Analisi dell’impatto della Regolazione, VIR sta per Valutazione dell’impatto della regolazione. Carneade chi era costui???

Fermo restando il sospetto che la scarsa chiarezza delle sigle e delle locuzioni celi un desiderio di rimanere in ombra, la notizia è che, zitto zitto, quatto quatto, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 novembre un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – n. 169 del 15 settembre 2017, clicca qui  – avente come oggetto. il “Regolamento recante disciplina sull’analisi dell’impatto della regolamentazione, la verifica dell’impatto della regolamentazione e la consultazione“. Se ne dà notizia qui in termini ironici perché si riferisce a due strumenti di valutazione delle politiche pubbliche – aspetto fondamentale nel governo di uno Stato – che hanno brillato fino ad oggi per la loro assoluta inutilità e distorta/deficitaria attuazione (si vedano qui le inutili norme precedenti   e gli atti di un convegno su questa materia – cicca qui). In altri termini, una funzione fondamentale, che in altri Ordinamenti viene assunta direttamente dalle Camere legislative, allo scopo di verificare la congruità prevista e verificata delle leggi approvate dal Parlamento, qui in Italia sono state fino ad oggi affidate alle cure (superficiali e distratte) degli uffici di Gabinetto dei Ministeri .

Il nuovo dpcm – che sostituisce e abroga il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 novembre 2009, n. 212 – si applica alle Amministrazioni statali (art. 1) e  definisce AIR e VIR come (art. 2) ” strumenti che, tra loro integrati, concorrono alla qualità del processo normativo, dall’individuazione dei fabbisogni e delle priorità, all’ideazione degli interventi, alla loro attuazione, sino alla loro revisione, secondo un approccio circolare alla regolamentazione“. Seguono una serie di disposizioni che fissano criteri procedimentali e casistiche particolari per questa o quell’aspetto del problema. Nutriamo fieri dubbi che l’effetto pratico di questa nuova “regolazione” vadano al di là delle enunciazioni di principio contenute nel decreto.

Non ci sarà valutazione delle politiche pubbliche in questo Paese fino a quando le funzioni effettivamente svolte dal Parlamento non evolveranno verso un riequilibrio delle attività, con meno leggi e maggiore controllo e vigilanza sulle attività svolte dal potere esecutivo e dalle Amministrazioni pubbliche che di tale potere sono la macchina attuativa. Come in altre realtà istituzionali OCSE più avanzate della nostra.

Giuseppe Beato

 La valutazione delle politiche pubbliche e delle performance nelle Amministrazioni federali degli Stati Uniti

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