La lectio magistralis del Cancelliere Helmut Kohl in occasione del conferimento della laurea honoris causa all’Università Cattolica di Milano


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Helmut Kohl, Cancelliere dal 1982 al 1998 della Germania Ovest prima e  poi della Germania unita non fu solo il protagonista dell’unificazione del suo Paese, ma anche uno dei più convinti fautori dell’unità europea. Continua a leggere

Progetto 80 – Rapporto preliminare al programma economico nazionale 1971-1975


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Quello che pubblichiamo qui sotto é un documento di nessuna utilità pratica, ma di valore storico e morale unico, utile a qualunque giovane studioso voglia comprendere in profondità le vicende istituzionali del nostro Paese: é il “Rapporto preliminare al programma economico nazionale 1971-1975” presentato nel 1969 dal Ministero del Bilancio e della programmazione economica Continua a leggere

Guido Melis: cenni di storia amministrativa dell’Italia meridionale


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Alla conferenza  tenutasi a Matera lo scorso 5 giugno 2017 sul “Mezzogiorno protagonista: missione possibile” il prof. Guido Melis ha tenuto una relazione incentrata sul rapporto fra gente del Sud/ classe dirigente del Sud e Pubblica Amministrazione dall’Unità d’Italia a oggi. Continua a leggere

Guido Melis – lo storico nella Rete


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La gestione delle fonti è la base stessa del lavoro di Guido Melis, professore al’Università “La Sapienza” e storico dell’Amministrazione pubblica italiana. Ma l’esplosione incontrollata della “Rete” propone scenari completamente inaspettati a chi da sempre basava il proprio lavoro d’indagine sulla consultazione metodica di supporti cartacei, Continua a leggere

Angelo Panebianco: immobilismo virus nascosto


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La tesi esposta da Angelo Panebianco nel suo fondo sul Corriere della Sera dello scorso 27 aprile 2017 può non trovare d’accordo, magari può essere criticata per sottintendere un’ individuabile “sensibilità” politica, ma è degna comunque di una qualche riflessione (vedi), nel tentativo di capire perché il nostro Paese giri sempre intorno a sé stesso. Continua a leggere

Storia di un partigiano bambino: aria di libertà


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Commento di Alfredo Vitaliano al libro “Aria di libertà” di Federico Fornaro.

Quando lo videro arrivare i vecchi partigiani si interrogarono gli uni con gli altri, con uno sguardo: cosa ci faceva un bambino fra di loro? Continua a leggere

Carlo Deodato: senso e significato del principio di sussidiarietà.


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Riproduciamo un articolo di Carlo Deodato, Presidente di sezione del Consiglio di Stato, a proposito del significato e del senso del concetto di sussidiarietà, visto anche dalle sue origini filosofiche e di dottrina della Chiesa. Continua a leggere

I vizi antichi della nostra pubblica amministrazione: dagli appunti del 1866 di Pasquale Villari.



Pasquale Villari

Pasquale Villari (1827-1917), storico e politico, visse in prima persona le vicende del Risorgimento (partecipò ai moti di Napoli del 1848 e fu esiliato dai Borboni) e, sopratutto, quelle dei primi decenni dell’Unità d’Italia, con il suo cammino rivelatosi subito incerto e non al passo delle altre grandi Nazioni europee, Continua a leggere

Un nuovo modello di Pubblica Amministrazione – Dario Ciccarelli.


Ciccarelli

Da circa tre decenni il bel mondo dei saggi della pubblica amministrazione si affastella su mille e una idee di riforma della pubblica amministrazione italiana: vengono in evidenza soprattutto proposte di meccanismi, principi di funzionamento, ipotesi di assetto, ripartizioni di competenze……Dario Ciccarelli, in questo suo intervento, vola più alto e sostanzialmente si interroga su una questione di fondo: qual’è l’identità profonda dell’Amministrazione pubblica italiana? Continua a leggere

Riforma costituzionale: la guerra dei due mondi.


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Riportiamo il fondo di ieri 5 ottobre del Direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, che descrive - ci sembra molto bene – il fatto che la sfida referendaria del prossimo 4 dicembre coinvolge tematiche molto più profonde del “merito del quesito” e dei temi contenuti nella riforma approvata dal Parlamento Continua a leggere

Guido Melis e Alessandro Natalini – Ricerca documentale audiovisiva sui Capi di Gabinetto



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Il prof. Guido Melis e il dr. Alessandro Natalini stanno predisponendo un data base generale di tutti i Capi di Gabinetto della Repubblica dall’Unità d’Italia al Governo Renzi  (vedi qui la presentazione del lavoro il 15 ottobre 2014 alla presenza del prof. Sabino Cassese clicca qui). Continua a leggere

Materiali di studio: origini dell’organizzazione del movimento sindacale nel pubblico impiego.


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Riprendiamo un’antica recensione, apparsa sul numero II – 1981 – della “Rivista trimestrale di diritto pubblico” su un testo di Guido Melis: “Burocrazia e socialismo nell’Italia centrale. Alle origini dell’organizzazione sindacale del pubblico impiego”. In evidenza l’approccio, all’epoca assolutamente anticonformista, di lettura dei fatti storici della PA, non con la lente del giurista, ma con l’attenzione rivolta al contesto storico-sociale dei fatti analizzati.

 Origini del sindacalismo nel pubblico impiego

Referendum confermativo: opinioni dei costituzionalisti a confronto.


Padri costituenti

La riforma più incisiva del testo della Carta costituzionale dei nostri Padri costituenti è ora alla prova del referendum confermativo del prossimo ottobre. Si è immediatamente aperto un dibattito che vede coinvolti illustri costituzionalisti, schierati su diverse posizioni. Alla discussione, tuttavia, vanno premessi i criteri di metodo e di civiltà esposti dal prof. Guido MELIS: 1. Non insultiamoci; 2. Partiamo dal presupposto che la materia è discutibile senza che chi la pensa diversamente sia un prezzolato; 3. Stiamo alla riforma senza tirare in ballo altre cose che le sono estranee; 4. Lasciamo da parte i morti, che hanno diritto di tacere: 5. Evitiamo i toni apocalittici: non siano alla fine della democrazia. Si può ?

I criteri sopra esposti sono anche i nostri. Ciò premesso diamo conto nel seguito delle antitetiche valutazioni rese pubbliche da due gruppi di autorevolissimi costituzionalisti: una per il SI’ e una per il NO:

Costituzionalisti per il SI’

Costituzionalisti per il NO.

Vedi il testo delle modifiche costituzionali - clicca qui.

Gli eroi della giustizia e del bene comune.


Giuliano

Quante e quali nazioni occidentali possono vantare il primato (che preferiremmo non avere) di tanti Servitori dello Stato i quali, per un ideale di giustizia e di bene comune, hanno messo in conto  la possibilità di essere ammazzati per il lavoro che facevano? Oltre a Boris Giuliano – della vita del quale va in onda in questi giorni una fiction televisiva – Scaglione, Terranova, Livatino, Russo, Mattarella, Chinnici, Dalla Chiesa, Cassarà, Falcone, Borsellino, le donne e gli uomini delle scorte e tanti altri. Insieme al dolore per la loro perdita, va conservato anche l’orgoglio per il nostro Paese, che ha dato i natali a una messe così preziosa di persone delle Pubblica Amministrazione. Riportiamo di seguito il link a un’intervista sulla figura del commissario Giuliano concessa da suo figlio Alessandro, oggi Questore di Lucca.

Mio padre Boris Giuliano

Dove nasce la corruzione.


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Uno dei falsi miti prodotti dal ciclone di “Mani pulite” - 20 anni fa - fu quello della credenza di una società civile “buona” e della politica “cattiva”, mito questo che risolse tanti conflitti di coscienza nell’animo dei più.  La recente intervista al presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo  (vedi qui),  pur largamente condivisibile nei suoi contenuti, ha in qualche modo rinnovato l’idea di una “politica cattiva” in sé e a prescindere. Così non è e non è mai stato. C’è ora chi, con grande coraggio, prende posizione per un’idea molto meno consolatoria sulle origini della corruzione imperante nel nostro Paese: essa nasce dalla società civile, da noi o, perlomeno, da quelli di noi o da quella parte di noi stessi che preferisce contravvenire ad alcune regole base del vivere civile. Giusto riportare  il punto di vista in questione di Ernesto Galli della Loggia nel fondo pubblicato sul Corriere della Sera dello scorso 26 aprile 2016 – clicca qui.

Ci piace segnalare anche il commento consonante a quell’articolo del nostro professor Guido Melis – apparso sulla sua bacheca di facebook – che merita eguale risonanza. Lo abbiamo intitolato, espungendo dal testo: “Ricostruire l’etica pubblica partendo da quella privata”.

Guido Melis: – i semi della corruzione

Ricordiamo che la nostra Associazione ha dedicato al tema della corruzione-legalità-trasparenza un numero della sua Rivista “Nuova Etica Pubblica”clicca qui.

 

 

 

 

 

La rimozione della dr.ssa Sabbadini dell’ISTAT e lo spoils system all’italiana.


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Lasciamo al suo eccellente curriculum, alle perplessità manifestate alla stampa dalla Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli (vedi)  e agli articoli di giornali di più grande diffusione le valutazioni unanimi – alle quali ci associamo – sul valore professionale della dr.ssa Linda Laura Sabbadini, già Capo Dipartimento all’Istat, rimossa dal suo incarico in virtù di un deliberato del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto (vedi fra i tanti Corriere della Sera, Secolo XIX e Huffington post).

Ciò che a noi interessa in questa vicenda, nell’ottica di una pubblica amministrazione libera dagli arbìtrii e dai particolarismi,  é il fatto che il funzionamento dei meccanismi di preposizione e di rimozione dei dirigenti pubblici in  questo Paese consenta azioni di questo tipo, senza che nessuna autorità o meccanismo di verifica e controllo istituzionale pubblico possano rimediare alle decisioni assunte dal vertice politico-amministrativo di un Ente. Nel caso specifico, la decisione è stata assunta dal Consiglio d’Amministrazione dell’ISTAT, che ha natura giuridica di ente pubblico di ricerca, sotto la vigilanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (vedi legge istitutiva n. 322 del 1989) . La rimozione in questione é avvenuta in conseguenza di un atto di riorganizzazione della tecnostruttura di quell’Istituto. Tuttavia, chi conosce dall’interno il funzionamento attuale delle amministrazioni pubbliche sa benissimo che la potestà di procedere alla riorganizzazione di un ente pubblico - affidata dal d. lgs. n. 165/2001 ai responsabili di vertice delle varie amministrazioni pubbliche centrali e territoriali –  è diventata da tempo la comoda scorciatoia per procedere a riorganizzazioni vere o fittizie delle tecnostrutture, realizzate allo scopo principale di collocare i dirigenti “fedeli” nelle posizioni più importanti e per regolare i conti con i dirigenti che si vogliono penalizzare o “scaricare”.

Pertanto, oggi, gli organi di vertice politico-amministrativo di una qualunque amministrazione pubblica operano in un contesto normativo che li rende arbitri unici e assoluti della preposizione e della permanenza di un dirigente in una posizione di responsabilità amministrativa (vedi in questo senso la nostra puntuale ricostruzione della normativa sul punto degli ultimi 10 anni – vedi). Aggiungiamo, inoltre, che, al momento in cui si darà attuazione a quanto previsto dalla legge delega n. 124/2015 – cosiddetta “riforma Renzi-Madia delle pubbliche amministrazioni” – l’articolo 11 di tale legge (vedi) consentirà che, in un caso come quello della dr.ssa Sabbadini, ci possa essere la concreta possibilità che una professionalità di tal genere non trovi posto né nell’amministrazione di provenienza né – magari in virtù della specificità del suo skill professionale – in altre amministrazioni pubbliche, tanto da essere, per specifica previsione dell’articolo 11 di detta legge, collocata in disponibilità senza alcun incarico.

Simili mostri giuridici sono sconosciuti nelle altre realtà amministrative occidentali e non trovano posto nemmeno nell’Amministrazione federale USA, portata sempre ad esempio di scuola dalle correnti di pensiero “privatiste” dell’intellighenzia italiana: negli Stati Uniti, per dettato costituzionale  (vedi art. II della Costituzione del 1787), la nomina dei dirigenti pubblici di vertice dei Dipartimenti governativi federali é prerogativa del Presidente, ma é assicurato un meccanismo pubblico di trasparenza dell’atto presidenziale, costituito dal preventivo “advice and consent” (parere e consenso) da parte del Senato. Per il resto dei dirigenti dell’Amministrazione federale, vige dal 1883 (anno in cui fu emanato il Pendleton act” – vedi - contro lo spoils system selvaggio) il merit system – basato su procedure concorsuali pubbliche – che non fu mai più rimosso dalla legislazione statunitense. Uguale attenzione legislativa viene lì’ posta al meccanismo della rimozione dei dirigenti – che deve essere motivata – e alle modalità di preposizione dei vertici delle Agenzie e Autorità indipendenti di promanazione del Congresso. Cosa ha a che fare con tali meccanismi di reciproca interazione e controllo pubblico  lo spoils system all’italiana propagandato dai “neo-riformatori” di casa nostra? Assolutamente nulla, se non l’utilizzo di uno slogan attrattivo di cui maliziosamente non si svela il vero contenuto. In nessuna Amministrazione pubblica occidentale si può disporre di una posizione dirigenziale pubblica alla stessa stregua della gestione del posto di allenatore di una squadra di calcio. Nè  negli Stati Uniti accadrà mai che il Vice Presidente del Senato sia costretto ad esprimere le sue perplessità sulla rimozione di un dirigente pubblico di vertice con dichiarazioni alla stampa, perché in quel sistema l’Organo parlamentare ha titolo e poteri per chiedere ufficialmente conto e ragione degli atti di preposizione e di rimozione di un dirigente federale di vertice.

Altra questione, parimenti sostanziale, che viene all’evidenza nella vicenda ISTAT-Sabbadini é  la precaria forma istituzionale dell’Istituto di Statistica italiano,  oggi per legge promanazione pressoché diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’estrema delicatezza e la vitale neutralità delle funzioni svolte dall’ISTAT imporrebbero di dare all’Istituto la natura giuridica di Organismo indipendente,  alla stregua di altre Autorità consimili esistenti nel nostro Ordinamento. Ciò per la ragione elementare  che un Governo, qualunque Governo, é in conflitto d’interesse – oggettivo e  rilevante – con il soggetto  cui è affidata la funzione pubblica neutrale di elaborare dati economici, sociali e pubblici . L’attuale forma giuridica –  ente strumentale del Governo - dell’ISTAT non salvaguarda la neutralità e l’indipendenza di chi opera al suo interno. In via di pura ipotesi, un Presidente del Consiglio che sia interessato a che l’opinione pubblica sia informata “in modo positivo” sull’andamento dei conti nazionali e dell’occupazione potrebbe, sempre in via di astratta ipotesi, esercitare dei condizionamenti sui vertici dell’ente da lui vigilato affinché siano rimossi dalla loro posizione di responsabilità dirigenti ritenuti “non affidabili” da un certo punto di vista.

Giuseppe Beato

 

Superiore il numero delle Donne magistrate.


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Nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario tenuta a gennaio 2016 dal Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo,  era contenuta una notizia storica passata generalmente sotto silenzio, con l’eccezione dei resoconti de “La Stampa” di Torino (vedi qui): nell’anno 2015 il numero delle donne magistrato ha sopravanzato quello degli uomini, 50,7% contro 49,3%. La stesso giornale ha subito dopo ospitato una lettera al Direttore del Ministro di Giustizia andrea Orlando che, superando i termini meramente statistici dell’evento, ha inquadrato dal punto di vista storico e sociale l’evoluzione del ruolo della donna in Magistratura dal 1963 – anno in cui le prime otto donne diventarono a magistrato – ad oggi.

 Caro Direttore – Andrea Orlando