Antiche risonanze: i Regi Decreti dell’epoca fascista.

L’articolo di dottrina che qui si allega risale agli anni ’20 e ne è autore un Presidente di sezione della Corte  dei Conti, Enrico Mazzoccolo, che illustrava il senso e la portata di una legge fra le più famose del ventennio: la n. 100 del 31 gennaio 1926 (vedi qui), che riformò in profondità due istituti giuridici: i Regi decreti (oggi qualificati come Decreti legge) e i Regolamenti governativi. Continua a leggere

Democrazia e ragioni della maggioranza: l’opinione di Sabino Cassese

In una recente intervista dello scorso 19 giugno 2018, Sabino Cassese sintetizza una teoria intorno alla costruzione ed evoluzione giuridica  degli Stati nella storia. E non manca occasione per raffrontare – nel contesto di uno stato democratico – il peso e ruolo della volontà della maggioranza degli elettori con altri punti di riferimento costituzionali egualmente rilevanti. Continua a leggere

Intervista a Rosa Russo Iervolino, una vita con le Istituzioni.

Estraiamo dall’ultimo numero della nostra rivista “Nuova Etica Pubblica”- vedi qui – l’intervista, a cura di Daniele Carlà e Guido Melis, a Rosa Russo Iervolino, già parlamentare, Ministro dell’Interno e prima donna con la responsabilità di Sindaco di Napoli. L’intervista spazia sull’esperienza di una vita ricca di donna nel vivo delle istituzioni repubblicane e ci restituisce la sua sensibilità e intelligenza nel rievocare molti momenti significativi degli ultimi settant’anni della nostra storia.

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Pierre Carniti: i motivi del NO.

Pierre Carniti

Il Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, in tutta evidenza, divide in due le famiglie politiche, sindacali e dei giuristi. Nell’ambito della nostra rassegna sulle argomentazioni contrapposte in materia, presentiamo qui le ragioni del NO di Pierre Carniti, indimenticato Segretario Confederale della CISL. Continua a leggere

Riforma costituzionale: la guerra dei due mondi.

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Riportiamo il fondo di ieri 5 ottobre del Direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, che descrive – ci sembra molto bene – il fatto che la sfida referendaria del prossimo 4 dicembre coinvolge tematiche molto più profonde del “merito del quesito” e dei temi contenuti nella riforma approvata dal Parlamento Continua a leggere

Un’opinione per il NO al Referendum costituzionale – Oriano Giovanelli.

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Coerenti soprattutto con l’obiettivo di presentare equamente in questo sito ambedue gli ordini di argomenti, a favore e contro l’approvazione del Testo della Riforma costituzionale – purché di contenuto non propagandistico, argomentato  e con toni preferibilmente piani – presentiamo qui il punto di vista di Oriano Giovanelli, ex-parlamentare del PD e profondo conoscitore della realtà delle Autonomie locali, per essere stato Sindaco di Pesaro. Continua a leggere

Riforma costituzionale: il pensiero di Roberto Morassut.

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Proseguiamo nella rassegna di opininoni varie sulla riforma costituzionale 2016, riportando l’intervento dell’onorevole Roberto Morassut, pubblicata su “L’Unità” del 14 agosto 2016. Continua a leggere

Dibattito sulla riforma costituzionale – Alberto Stancanelli.

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Riportiamo il testo dell’articolo di Alberto Stancanelli, pubblicato sul sito di ProDemos – clicca qui – sulla riforma costituzionale. L’autore milita fra i fautori del SI’. Continua a leggere

Le previsioni del Centro Studi della Confindustria in caso di vittoria del NO.

Confindustria

Proseguendo nella nostra opera di informazione sulle ragioni e gli argomenti di chi è favorevole o contrario alla Riforma costituzionale sottoposta a referendum confermativo, pubblichiamo il documento del 1° luglio 2016 del Centro Studi della Confindustria denominato “La risalita modesta e i rischi di instabilità“. Nelle ultime 10 pagine del documento si descrivono in termini numerici gli effetti da loro previsti in caso di vittoria del NO: lo scenario economico conseguente lì descritto è quello  di una “nuova recessione“. D’accordo o no, questa presa di posizione, abbondantemente commentata dalla stampa negli ultimi giorni, merita comunque un’attenta lettura. Continua a leggere

Dibattito sulla riforma costituzionale: Salvati e Onida.

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Nell’acceso dibattito in corso sulla Riforma costituzionale, ci paiono degne di attenzione le riflessioni di Michele Salvati e di Valerio Onida – il secondo in risposta al primo – di diversa sensibilità e opinione. Riprendiamo i relativi “link” dal Corriere della Sera.it

Michele Salvati – Con la riforma entreremo nella “vera” Seconda Repubblica.

Valerio Onida – Il sistema parlamentare garanzia di democrazia.

Giorgio La Malfa: le mie ragioni per il NO.

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Pubblichiamo in anteprima il pensiero di Giorgio La Malfa in ordine al dibattito in corso sulle riforme costituzionali. L’autore, rispondendo alle osservazioni di Guido Melis sulle tesi di Gustavo Zagrebelsky (vedi qui), sviluppa un ragionamento originale proprio su quelle ragioni “di contesto” – sistema elettorale e dinamiche politiche attuali – che inducono a propendere per il NO. Buona lettura.

 Caro Guido

Senatore Walter Tocci: per una riforma costituzionale che non è stata scritta.

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Proseguendo nel nostro programma di dare spazio ad opinioni meditate, non urlate e non meramente propagandistiche intorno al testo della Riforma costituzionale (Vedi qui testo), diamo qui spazio alle opinioni per il NO del Senatore Walter Tocci. Con la sua consueta mitezza, che nulla toglie alla chiarezza tagliente dei contenuti, egli argomenta in ordine a: diminuzione del numero delle regioni rinviata, mancata diminuzione del numero dei deputati, conflittualità dei rapporti fra Stato e Regioni, procedimento legislativo farraginoso, premieranno senza contrappesi. Buona lettura.

Walter Tocci: il mio NO alla legge costituzionale

Dibattito sulla riforma: risposta di Guido Melis a Gustavo Zagrebelsky.

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Riprendiamo il fondo pubblicato sull’Unità di ieri 27 maggio del prof. Guido Melis, ordinario di storia dell’ amministrazione pubblica all’Università La Sapienza di Roma. C’è un attacco educato, ma pungente assai, all’approccio critico sulla riforma costituzionale contenuto nell’intervista di Gustavo Zagrebelsky a “La Repubblica” dell’altro ieri ( di cui abbiamo già dato conto – vedi qui)

 Dove sbaglia Zagrebelsky