ANAC – un “bando -tipo” per le gare d’appalto.

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Con buona pace di chi sottolinea aspetti di eccessivo protagonismo e d’intromissione nelle realtà delle pubbliche amministrazioni, non sembra che l’attività dell’ANAC si caratterizzi per autoritarismo o arroganza, ma che, al contrario, cerchi sempre di escogitare utili strumenti regolativi Continua a leggere

I costi dei prossimi CCNL del pubblico impiego

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Un articolo apparso su Il Sole 24 ore di ieri 10 ottobre 2017, a firma Gianni Trovati, delinea il quadro finanziario dei contratti collettivi nazionali dei quattro comparti del pubblico impiego, la cui definizione viene prevista entro la fine di quest’anno. Continua a leggere

Talamo e Tronti: le dinamiche della contrattazione collettiva nazionale e integrativa.

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Nulla sostanzialmente é cambiato – al di là delle periodiche “oscillazioni” pendolari – con l’emanazione dei decreti legislativi n. 74 e 75 di quest’anno relativi alla valutazione delle performance e al rapporto di pubblico impiego. I due decreti in questione hanno sostanzialmente ribadito linee di azione ed intervento sul costo del lavoro pubblico essenzialmente basate sulla contrattazione collettiva, così come sancita dalla normativa degli anni ’90, trasfusa poi nel decreto legislativo n 165 del 2001, Continua a leggere

Cos’è il parco archeologico del Colosseo

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Come di consueto, questo sito si astiene fermamente dall’entrare in polemiche partitiche, ma rimane attento a tutte le politiche pubbliche sul territorio, fra le quali quelle finalizzate a conferire prestigio ai nostri tesori d’arte e di archeologia. Pertanto, la vicenda del Parco archeologico del Colosseo a Roma merita l’approfondimento apparso su Huffington post a cura del presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici, Giuliano Volpe. Continua a leggere

Il CNEL: come é dopo il referendum e come dovrebbe essere.

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Essendo stata travolta dal referendum di dicembre 2016 la riforma costituzionale promossa dal governo Renzi, risultano confermate in toto le prerogative che l’articolo 99 della Carta costituzionale – vedi testo–  assegnano al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Continua a leggere

ISTAT – Il conto consolidato della PA 2015 e costo del lavoro pubblico.

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato dall’ISTAT (vedi) l’ultimo conto economico trimestrale e il consolidato 2015 delle Amministrazioni pubbliche, con la quantificazione dei grandi aggregati di entrata e di uscita e dei saldi più importanti (indebitamento netto, saldo corrente e saldo primario). Questi i risultati.

Conto PA 2015

Si nota subito come sia il macigno degli interessi passivi per debito pubblico (68 mld €) a pesare sul saldo globale (indebitamento netto) fra entrate e uscite delle Amministrazioni pubbliche (-42 mld€): senza l’eredità di 35 anni di sperperi, la gestione della cosa pubblica potrebbe viaggiare spedita ed effettuare investimenti e spese sociali in quantità sicuramente maggiore. La spesa per interessi, peraltro, é fortunatamente in netta discesa rispetto al 2012, epoca in cui con più violenza si abbatté sui nostri conti pubblici il peso dello spread con i tassi d’interesse tedeschi. Colpisce l’evidenza dell’incremento della spesa per pensioni e prestazioni sociali, nonostante le misure draconiane adottate con la “legge Fornero”. Diminuisce – dal 2012 – di 4,5 mld di euro la spesa per redditi di lavoro dipendente. Fa ben sperare una certa tendenza alla ripresa delle spese per investimento pubblico, dalle quali dipende in gran parte la qualità delle nostre infrastrutture. Incontrovertibilmente aumenta il peso delle imposte dirette e indirette e dei contributi sociali, in una spirale di appesantimento del costo del lavoro sul fronte delle imprese e di decremento della propensione al consumo sul fronte delle famiglie.

Vero snodo di operatività reale non invasiva e antisociale sui conti pubblici sarebbe e dovrebbe essere la diminuzione della spesa per “consumi intermedi” delle PP . AA. (automobili, energia, informatica) sui quali esistono margini di risparmio nell’ordine di miliardi (vedi qui). Qui tuttavia si tratta per il Governo di esercitare tutta la propria volontà politica per “calmierare” i mille rivoli di spesa che provengono incontrollati dai circa 40.000 centri di spesa delle varie pubbliche amministrazioni italiane. Eppure sarebbe l’unico tipo di risparmio che comporterebbe per la comunità nazionale benefici senza costi sociali collaterali.

L’acquisto di beni e servizi nelle pubbliche amministrazioni.

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Presentiamo la rilevazione effettuata dal Ministero dell’Economia e finanze e dall’ISTAT in ordine all’approvvigionamento di beni e servizi effettuato dalla pubbliche amministrazioni nell’anno 2014. Nelle tabelle del rapporto sono posti a confronto per le categorie tipiche di spesa (automobili,energia, servizio fotocopie, informatica) i prezzi medi pagati sul mercato e quelli pagati attraverso il ricorso alla Convenzione Consip , la società di proprietà  pubblica costituita per ottenere prezzi calmierati a favore delle circa 20.000 amministrazioni pubbliche italiane.

La realtà dei fatti ci racconta che il ricorso alla spesa calmierata viene attuato solo per il 17% della spesa totale per approvvigionamento di beni e servizi. Il quotidiano La Repubblica, in un suo articolo dell’11 aprile scorso, quantifica in 20 miliardi il risparmio che la PA nel suo complesso potrebbe conseguire attraverso il ricorso integrale alle convenzioni CONSIP (vedi l’articolo). Con riserva sull’esattezza del calcolo lì effettuato, è impossibile non convenire sul fatto che i risparmi conseguibili sono nell’ordine dei miliardi di euro. Aggiungiamo un’altra nostra considerazione: la lettura delle tabelle lascia trasparire la circostanza che gli incrementi di spesa inutile più rilevanti sono quelli provenienti dalle Amministrazioni locali (considerazione poco “corretta” politicamente, ma così é).

 XIII Rilevazione__Anno_2015

I destini del FORMEZ e la pubblica Amministrazione del Meridione.

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FORMEZ

Nel momento in cui il dibattito sulla condizione dell’Italia meridionale ritorna all’attenzione dei più – vedi qui Rapporto SVIMEZ 2015 sul Mezzogiorno d’Italia ,  continua a sfuggire all’attenzione della politica la circostanza fondamentale secondo cui l’efficienza della Pubblica Amministrazione è condizione primaria perché possa essere avviata una qualunque politica pubblica nazionale per la risoluzione dei mille problemi sociali ed economici che la metà del nostro Paese ancora incontra sul suo commino. In questa ottica, lo smantellamento in corso di FormezPA previsto dall’articolo 20 del DL n 90/2014 in Legge n 114/2014  – vedi – costituisce la peggiore risposta che si possa dare. Formez PA è – in termini di conoscenze, relazioni e processi di sviluppo – un punto di riferimento consolidato per centinaia di amministrazioni pubbliche.

Invitiamo pertanto tutti a firmare la petizione che chiede lo “STOP ALLA CHIUSURA DELLA SEDE DI NAPOLI DI FORMEZPA

clicca qui per conoscere i termini della questione e per FIRMARE LA PETIZIONE.

Il legame fra leggi sbagliate e corruzione

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CORRUZIONE  a norma di legge

Una tematica chiaramente emersa dagli ultimi scandali (Expo2015, Roma Mafia e Infrastrutture): quella del collegamento – della consustanzialità per meglio dire – fra disposizioni di legge “eccezionale”, superfetazione normativa e sistemi corruttivi in Italia.

Sul punto segnaliamo tre contributi di approfondimento:

1.il libro di Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri “Corruzione a norma di legge” (Vedi qui la breve intervista agli autori);

2. L’intervento del magistrato Carlo Nordio sul Mattino del 16 marzo scorso, nel quale viene sottolineato lo stretto collegamento fra le leggi esistenti, numerose, ingarbugliate, contraddittorie,incomprensibili e la facilità con la quale queste caratteristiche consentono di vessare un cittadino e un’impresa e/o di chiedergli un compenso illecito (leggi qui l’articolo).

3. l’analisi specifica, effettuata della nostra Associazione, sulla “legislazione di supporto” che ha consentito a EXPO2015 di derogare da tutte le norme di legge sugli appalti. (Vedi qui: EXPO’2015: il sistema degli appalti in deroga).

Analisi d’impatto delle politiche pubbliche

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 OsservatorioAIR_Programma

Pubblichiamo qui di seguito una serie di saggi prodotti dall’Osservatorio AIR sugli argomenti trattati nel convegno di domani 23 marzo 2015

 Osservatorio AIR_Annuario_2013 – Analisi d’impatto e altri strumenti per la qualità della regolazione.

Numero dipendenti e costo del lavoro pubblico – Conto annuale RGS 2013

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Nel conto annuale 2013 della Ragioneria generale dello Stato sono presenti i dati, a diverso livello di aggregazione, sui dipendenti pubblici aggiornati all’anno 2013.

Nel rinviare al relativo indirizzo web (clicca qui), pubblichiamo i dati aggregati su numero dipendenti e costo del lavoro.

 Numero dipendenti e costo del lavoro 2013

Il totale dei dipendenti della pubblica amministrazione ammonta nel 2013 a 3.232.954 unità –  in maggioranza donne; di tale personale 203.684 unità è composta da dipendenti non a tempo di lavoro indeterminato. Si conferma, pertanto, il trend di riduzione del personale pubblico, connesso all’aumento dell’età media (50 anni nel 2013) e la non eccessività del dato italiano rispetto alle medie europee e dei Paesi avanzati (Vedi Forum Pa 2013 -I dipendenti pubblici sono troppi?). Il costo del lavoro pubblico nell’anno 2013 è ammontato in  circa 158 mld. di euro (Vedi tabella qui sopra con dato disaggregato per comparto).

Per commenti e  approfondimenti , nochè serie storica degli ultimi anni clicca qui – Analisi_dei_dati_del_periodo_2007-2013

Vedi anche la spesa e le entrate della pubblica amministrazione al 2013 e anni precedenti –  ISTAT: I conti delle Amministrazioni pubbliche al 2013

Vedi anche Eurostat – Confronti con paesi UE 2008-2012

Vedi anche: Quante sono le amministrazioni pubbliche italiane?

Il fallimento di Roma Capitale d’Italia.

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ROMA LUPA

A certificare il fallimento – è già da tempo sotto occhi di tutti – della Capitale d’Italia e città più bella del mondo ci ha pensato la Ragioneria dello Stato con il referto finale dei Servizi ispettivi di finanza pubblica, dei primi mesi dell’anno 2014. Riproduciamo l’articolo di Fedrico Fubini per “La Repubblica” del 28 nov 2014 sulla situazione drammatica che pone   con la forza di un movimento sismico il problema della gestione sconsiderata della Capitale del Paese. Non la meritano così i romani e non la merita l’Italia.

 Roma Capitale in default – bruciati 4 miliardi in 5 anni – La Repubblica 28 nov 2014

Società partecipate – La battaglia persa di Cottarelli.

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COTTARELLI

Il Corriere della Sera segue da vicino le vicende delle Società partecipate (vedi su questo sito la loro dimensione e consistenza). L’ultimo articolo al riguardo è di Sergio Rizzo ed è stato pubblicato lo scorso 13 novembre 2014 (vedi qui: “gli incarichi dei riciclati che Cottarelli voleva chiudere). Noi, a contrappunto , riportiamo anche i precedenti sullo stesso tema, che mostrano plasticamente la “cavalcata verso la sconfitta” dell’onesto Cottarelli.

Corsera 17 lug 2014 -Risparmi si parte dalla giungla delle municipalizzate

Corsera 7 ago 2014 – Cottarelli “taglio a cda e stipendi nelle partecipate”

Corsera 7 agosto 2014 – Cottarelli “1213 società partecipate sono scatole vuote “

Corsera 2 sett 2014 – Cottarelli, “nel 2015 mezzo miliardo di risparmi dalle partecipate”.

Atto del Commissario straordinario per la Revisione della spesa: “Programma di razionalizzazione delle partecipate locali” -7 ago 2014.

Mala pa – 1,10, 1000 Batman.

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Riprendiamo dal sito di Gad Lener (vedi qui) un articolo pubblicato da Andrea Mollica su una vicenda di tangenti alla Regione Lazio (Giunta Marrazzo) su cui starebbe indagando la Procura di Roma. Protagonista l’attuale deputato PD Marco Di Stefano che avrebbe incassato una tangente da 1,8 milioni di euro. Da vero uomo di Stato anche le argomentazioni riportate nella telefonata intercettata del Di Stefano.

In questa sede non intendiamo discutere sulla corruzione della politica, anche se è un tema che pesa come un macigno sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni. Qui ci interessa solo insistere su un punto fondamentale: se un ingente massa di attività e di comportamenti illegali emergono oggi nelle carte dei magistrati e negli articoli di stampa (molto maggiori sono le ruberie che non vengono scoperte) ciò è dovuto allo smantellamento del sistema dei controlli di regolarità e legittimità degli atti amministrativi avvenuto in sede di riforma del titolo V della Costituzione. Vedi su questo sito : Lo scandalo dei finanziamenti ai consiglieri regionali  e   Il sistema dei controlli di regolarità amministrativo-contabile su Regioni e Comuni.

 

 Andrea Mollica – Parlamentare PD accusato di corruzione

 

Mala Pa – Clini e gli appalti fasulli del Ministero dell’Ambiente.

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clini

Una volta gli alti gradi della Pubblica amministrazione italiana che diventavano Ministri si chiamavano Giovanni Giolitti. Oggi si chiamano Corrado Clini. Rileggiamo dal Corriere della Sera.it dell’8 ottobre 2014 i meccanismi attraverso i quali sono stati sperperati 200 milioni in appalti mai realizzati. Tanto per inquadrare i rapporti fra grandezze finanziarie, segnaliamo che questa cifra è pari a 7 volte il bilancio annuale del CNEL, la cui chiusura si invoca a gran voce come strumento salvifico di risparmio pubblico. Quanti altri sprechi, invisibili spesso per la mancanza di operatività di organi di controllo, esistono nelle amministrazioni italiane?

Società partecipate – Il programma Cottarelli

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cottarelli

Il 7 agosto 2014 il Commissario Straordinario per la revisione della spesa , Carlo Cottarelli, presentò al Governo il “PROGRAMMA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE PARTECIPATE LOCALI”. Nella parte propositiva era ordinatamente delineato un percorso pluriennale per un risparmio annuo di “almeno 2-3 miliardi di euro” e la progressiva riduzione da 8000 a 1000 società partecipate. Che fine ha fatto quel programma?

 Programma partecipate locali – 7 agosto 2014

ISTAT – I conti delle Amministrazioni pubbliche al 2013

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L’Istat ha pubblicato lo scorso 3 ottobre sul suo sito (di difficile consultazione) la Sintesi dei conti e degli aggregati economici delle Pubbliche amministrazioni -Serie storiche dall’anno 1995 a tutto il 2013 – Clicca qui per consultare la fonte.

Al di là degli stringati lanci di agenzia – vedi ANSA del 6 ottobre 2014 – che evidenziano un calo della spesa dei dipendenti pubblici di 7,8 miliardi di euro dal 2010 al 2013 (da 173 mld a 165 in cifra assoluta arrotondata), preferiamo pubblicare qui la tabella di riferimento in questione pubblicata dall’ISTAT, perché la stessa fornisce un significativo quadro d’insieme delle entrate e delle spese delle pubbliche amministrazioni negli ultimi 19 anni, distinte per categoria.

CONTO CONSOLIDATO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE anni 1995- 2013

Glossario

Storia giuridica delle società partecipate.

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C’erano una volta le “società municipalizzate”, istituite con il Regio decreto n. 2578 del 1925: erano aziende comunali pubbliche con organizzazione squisitamente industriale, a diretto controllo dei Consigli comunali e con al vertice un direttore. Le società del gas dell’acqua, dell’elettricità, dei trasporti sono state gestite per 65 anni con questa forma giuridica, fino all’emanazione della Legge n. 142 del 1990. La preziosa ricostruzione del dr. Gianmario Palligiano, magistrato del TAR di Salerno – pubblicata nel 2009 da Giustizia.amministrativa.it – sviluppa nei particolari le vicende giuridiche successive all’anno della svolta. Al lettore la valutazione finale di un iter contorto nei contenuti e nell’evoluzione nel tempo, i cui effetti finali non possono non essere letti come profondamente distorsivi delle funzioni pubbliche delle Autonomie locali. Vedi sull’argomento “società partecipate” su questo sito.

 Gianmario Palligiano 2009 – LA RIFORMA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA

Valore del patrimonio immobiliare pubblico e rendimenti.

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Patrimonio immobiliare pubblico del valore di 281 miliardi, parallelamente ad una spesa per affitti pari a un miliardo di euro l’anno. Ma questo è un dato di stima a cura della Ragioneria generale elle Stato, che ha avviato un censimento presso tutte le amministrazioni pubbliche sugli immobili di proprietà. Il 40 % delle Amministrazioni non ha ancora comunicato l’ammontare del proprio patrimonio immobiliare.

 Fubini Mania su Corriere della Sera 7 apr 2014 -Stime RGS del patrimonio immobiliare pubblico

Regioneria generale dello Stato – Patrimonio dello Stato – informazioni e statistiche – dic 2013

BANCA D’ITALIA

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Nell’imminenza della Relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia, presentiamo due articoli di quotidiani che illustrano diffusamente i mutamenti e le evoluzioni del ruolo della nostra Banca centrale, ancora uno degli elementi di punta dell’Amministrazione pubblica italiana.

La Repubblica 26 mag 2014 – La metamorfosi della Banca d’Italia

Il Foglio 3 feb 2014 – La riforma della Banca d’Italia