E’ palermitano il miglior cardiochirurgo al mondo. Opera in Italia.


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Si chiama Giuseppe Migliore, ha 40 anni e opera al Villa Sofia di Palermo. E’ stato giudicato come com “miglior radialista dell’anno” dai migliori cardiologi del mondo della commissione internazionale riunitasi a Chicago furente il Congresso Aim Radial 2014 - Vedi articolo su Palemo today dello scorso ottobre 2014. Ci piace ricordarlo perché risultati di eccellenza dei singoli rimandano anche a un “contesto” di riferimento – il servizio sanitario in Italia- che avrà pure molte pecche, ma che rimane uno dei sistemi sanitari pubblici all’avanguardia nel mondo - Vedi qui il rapporto Bloomberg dello scorso anno.

 

 

 

 

Il talento femminile nella Pubblica Amministrazione.


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In fatto di eccellenze “donna” nel mondo del lavoro, i quotidiani e i siti web prediligono storie di successo femminile nel mondo del lavoro d’impresa privata – vedi da ultimo l’ ANSA – Donne supertecno, gli 11 talenti italiani. Tutto bene, salvo ricordare anche che la presenza femminile nella Pubblica Amministrazione è maggioritaria e, comunque, rilevante anche nelle qualifiche di alta responsabilità (qui sopra in foto, ad esempio, la Direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi).  Si vedano le statistiche qui appresso.

Valotti Bellè 2014 – I manager pubblici che vogliamo_% DIRIGENTI donne nei Ministeri

 Distribuzione di genere SCUOLA STATALE nel 2011

 Distribuzione di GENERE Servizio Sanitario Nazionale  2011

 RGS Conto annuale 2012 distribuzione di genere dei LAVORATORI PUBBLICI

Il personale del Sistema sanitario in Italia


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Il Ministero della Salute ha pubblicato lo scorso luglio 2014 – sul sito istituzionale – un ottimo studio statistico sul personale del sistema pubblico italiano (vedi qui),  frutto di un’elaborazione effettuata dagli uffici del Ministero sul Conto annuale della pubblica amministrazione più altre fonti di dati citate nel rapporto. Sembra opportuno farne oggetto di studio e riflessione. Sono 715.992 le unità lavorative pubbliche facenti capo alle ASL, alle Aziende ospedaliere e universitarie e agli Istituti di ricovero e cura (665.031 a tempo determinato, 34.125 con rapporto di lavoro flessibile e 16.836 personale universitario). I medici, in particolare, considerando nel loro caso anche le categorie dei non dipendenti dal SSN, sono 243.855, suddivisi come presente nel  sintetico del rapporto, qui sotto.

Da evidenziare la classificazione di genere che dimostra che il SSN italiano é prevalentemente donna (431.524 dipendenti su 665.031 a tempo indeterminato, pari al 64%). I medici donna sono ancora minoranza (39%), ma la consistenza si capovolge nella professione di farmacista (77%), biologa (77%),psicologa (75%) e dirigente del ruolo amministrativo (72%). Vedi i dati assoluti alla prima pagina del “sintetico” qui sotto.

 SINTETICO

 MINISTERO SALUTE – Il personale del Sistema sanitario italiano, anno 2011 – rapporto completo.

Ssn- Pubbliche amministrazioni che “volano” – la stroke unit dell’Ospedale maggiore di Parma


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Una tecnica giornalistica sperimentata per ridicolizzare la pubblica amministrazione italiana è quella che emerge spessissimo negli ultimi tempi dalle cronache dei quotidiani: pubblicare la notizia su un singolo episodio occorso in un ambito specifico, evidenziandone il lato ridicolo, oscuro, inaccettabile e provocare così, per induzione, un giudizio negativo  del lettore nei confronti degli uffici pubblici in generale. Ma l’espediente retorico – sempre valido ed efficace quando è consono al vero – può essere  utilizzato anche su una notizia di contenuto esattamente opposto.

E’ il caso di eccellenza – raccontato dal giornalista Stefano Aurighi sulla Repubblica.it- del1° novembre 2014 – della “stroke unit” dell’Ospedale maggiore di Parma.

“Vi racconto l’ictus di mia moglie e i medici che l’hanno salvata in cambio di una stretta di mano” – La Repubblica.it del 1° nov 2014.

Il singolo episodio qui raccontato scorre in coerenza con le valutazioni obiettive sul Servizio sanitario nazionale italiano, così come più volte è stato certificato da Organismi internazionali e autonomi di monitoraggio della qualità dei servizi pubblici.

Rapporto Bloomberg 2013 sul sistema sanitario italiano

Health at a glance 2013 – Rapporto OCSE

Scandalo expo 2015 – I MANAGER ASL e Frigerio


Uno dei fili conduttori delle notizie sullo scandalo EXPO 2015 é quello dei rapporti fra politica e dirigenza pubblica. La figura del dirigente pubblico ne esce malconcia, anche al netto delle millanterie di Gianfranco Frigerio. “I manager ASL sono cosa mia, me li coccolo io”. Si parla di 16 direttori di Aziende ospedaliere pronti a favorire gli affari della cupola. Vera o esagerata che sia la rivelazione, dalle intercettazioni pubblicate il 13 maggio 2014 da “La Repubblica”, emerge la figura di un manager pubblico che, in cambio del suo “servire”, chiede sempre e soprattutto una cosa: protezione. Ne esce il quadro di una parte di “dirigenza pubblica” da cui prendere risolutamente le distanze. Non basteranno le migliori leggi di riforma se  di questo tipo di dirigenza, in cui é assente qualunque etica pubblica, non verrà battuto ed emarginato.

 Il metodo Frigerio con i dirigenti ASL 

 

 

 

LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI E DELLE TECNOLOGIE DI UN’AZIENDA PUBBLICA


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Nicoletta Stame insegna Politica sociale nell’Università di Roma “La Sapienza” ed é una delle maggiori esperte di valutazione nel panorama accademico-amministrativo italiano. Pubblichiamo  un suo report – presente sul sito Effedì -  sull’esperienza di valutazione delle tecnologie mediche attivate negli ospedali in Canada, Ontario, dal “Comitato pubblico per le nuove tecnologie mediche”. Il rapporto illustra chiaramente come lì il metodo della valutazione sia utilizzato per migliorare le tecnologie in uso nella prospettiva congiunta di una migliore qualità dei servizi pubblilici erogati e di una minore e migliore spesa.

Doveroso anche specificare che il termine valutazione acquista significati e scopi diversi a seconda se si riferisca a processi di lavoro in essere (in questa accezione l’articolo che pubblichiamo), oppure ai risultati conseguiti da un’amministrazione/azienda in relazione ad obiettivi prefissati, quando abbia per oggetto vere e proprie politiche pubbliche introdotte con legge, oppure ancora quando  si qualifichi come valutazione di dirigenti e dipendenti di un’azienda. La precisazione è necessaria per non equivocare quando si parla genericamente di “valutazione”.

Efficacia e sostenibilità delle analisi mediche: quando una tecnologia non serve – Nicoletta Stame

OMS – PRINCIPI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE


oms_logoPubblichiamo una rassegna dei documenti più significativi emanati dall’Organizzazione mondiale della sanità (VEDI) dal 1978 (dichiarazione di Alma Ata) ad oggi.

 I principi internazionali della salute

Particolarmente significativi “la Dichiarazione della Sanità mondiale” – HEALTH 21 – adottata  nel maggio 1998 e il documento finale della 1a Conferenza internazionale sulla promozione della salute, tenutasi ad Ottawa nel Canada nel novembre 1986, che fissò le linee guida che dovevano ispirare la politica degli Stati e L’Organizzazione mondiale della sanità a favore della Salute per Tutti per gli anni 2000 e oltre.

Dichiarazione di Alma Ata del 1978.

HEALTH 21 – 1998.

La Carta di Ottawa del 1986.

LA CARTA DI TALLIN (2008)

Qui qualcuno sta barando: rapporto Bloomberg sul sistema sanitario italiano


Bloomberg, multinazionale della comunicazione, stila una serie di classifiche riguardanti la vita economica e sociale nei vari Stati del mondo. Fra queste, la graduatoria sintetica dei Sistemi sanitari più efficienti: in questa classifica, risultante dal “merge” fra gli indicatori di efficienza, di aspettativa di vita e di costo della spesa sanitaria in relazione al PIL pro capite, è emerso - vedi dato Bloomberg del novembre 2013 - che il sistema sanitario italiano è al 6° posto nel mondo.

L’informazione in questione è largamente suffragata dai dati presenti nel Rapporto OCSE Health at a glance 2013  dei quali offriamo una sintesi - vedi qui.

In linea con il resto dei Paesi OCSE anche la situazione dei posti letto negli Ospedali italianivedi qui.

E allora?

Posti letto negli ospedali italiani.


Si riportano dati e informazioni di sintesi tratte dal Sevizio informatico del Ministero della Salute e, per quanto riguarda confronti internazionali, dalla pubblicazione OCSE Health-at-a-Glance-2013, pag 88 e seguenti.

Dai dati ufficiali si desume che, nell’anno 2012, i posti letto “per acuti”- vedi qui la definizione - sono circa 195.000 (167.000 pubblici e 28.000 presso case di cura private), pari a 3,29 posti letto per mille abitanti - clicca qui la tabella del Ministero della salute. I posti letto per “non acuti” (cioè lungodegenti, riabilitazione funzionale  etc) sono 35.000, dei quali 18.000 pubblici e 17.000 di case di cura private, pari nel complesso a 0,59 posti letto per 1000 abitanti - clicca qui la tabella del Min salute per i “non acuti”. In totale circa 230 000 posti letto al 1° gennaio 2012 per un indice complessivo pari a 3,88 posti letto per 1000 abitanti.

La regolamentazione sulla spending review del luglio 2012 ha disposto un target finale di 3,7 posti letto per 1000 abitanti, dei quali 3 per “acuti” e 0,7 per “non acuti”, la qual cosa comporta un taglio pari 14 000 posti letto per gli “acuti“, riequilibrato da un incremento di circa 6 660 posti letto in più per i “non Acuti” - vedi qui le previsioni dei tagli posti letto della spending review, Regione per Regione e alcuni approfondimenti condotti dal “quotidianosanità.it“.

Due dati inconfutabili : 1) i posti letto in Italia sono diminuiti dai 296.000 circa dell’anno 2000 ai 230.000 del 1° gennaio 2012, 22 % in meno- vedi meglio cliccando qui - e arriverà a quota 224.000 ad operazioni di spending review concluse (vedi capoverso precedente); 2) Il confronto con i posti letto dei Paesi OCSE per 1000 abitanti presenti su Health at a glance 2013 – clicca qui - vedono l’Italia abbondantemente sotto media OCSE e di molti punti inferiore a Germania, Austria e Francia.

Due domande finali: quanto è realmente indicativo dell’efficienza generale di un sistema sanitario il numero di posti letto in relazione alla popolazione residente, soprattutto: a) in quelle Regioni dove i conti sono in ordine e, nel contempo, si ricevono in maniera massiccia ricoveri provenienti da residenti in altre Regioni; b) in relazione all’altro indice dei tempi di ricovero in Ospedalepag 93 di Health at a glance 2013 - dove l’Italia figura perfettamente in media rispetto agli altri Paesi OCSE?

Vedi anche: Il personale del sistema sanitario in Italia – clicca qui

 

Heath at a Glance 2013 – rapporto OCSE


L’OCSE ha pubblicato il rapporto biennale contenente gli indicatori della salute dei suoi Paesi membri. Se ne riporta qui sotto la versione integrale in lingua inglese.

Health-at-a-Glance-2013.

E’ presente sul nostro sito un riassunto sintetico di tale rapporto - clicca qui.

E’ possibile consultare anche un’altra sintesi del rapporto presso il sito Quotidianosanità.it

POSITIVI RISULTATI DELLA SANITA’ IN ITALIA – HEALTH AT A GLANCE 2013


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I risultati d’insieme del monitoraggio effettuato dall’OCSE sulla salute nei Paesi aderenti – effettuato in Health-at-a-Glance-2013, ci raccontano qualcosa di molto diverso da ciò che emerge dalle consuete geremiadi sullo stato della sanità italiana. Invece, dato il presupposto che la validità di un sistema organizzato, pubblico  o privato che sia, si riscontra dai risultati riscontrati sull’utenza di riferimento (outcomes), allora sono gli indicatori sulla salute – così come presenti nel rapporto OCSE – che danno precisa testimonianza dell’impatto del nostro Sistema sanitario sulle salute degli Italiani. Ci siamo dati carico di passare in rassegna gli indicatori più classici della salute e, con compiaciuto stupore, vediamo che l’Italia si trova attestata molto spesso ai primi posti nelle graduatorie stilate sulla base delle rilevazioni statistiche.

Ripercorriamo velocemente alcuni indicatori particolarmente indicativi presenti nel volume: l’aspettativa di vita alla nascita - vedi pagina 25 - vede L’Italia attestata al terzo posto con 82,7 anni, dopo la Svizzera e il Giappone e sopra la media OCSE. Il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari in Italia  si attesta sugli 85 casi per 100 000 abitanti a fronte dei 122 della media OCSE – pag 29. Anche per i casi di mortalità per cancro, l’Italia è collocata sotto la media OCSE per l’anno 2011 e consegue, inoltre, un miglioramento del tasso di mortalità rispetto al 1990 pari al 20 %, in netto vantaggio rispetto alla media OCSE del 14 % – pag 31. Il tasso di suicidi è il quarto più basso fra i Paesi OCSE –  pag 35. Risultati positivi anche per il tasso di mortalità infantile pari al 3,4 nati morti per 1000pag 37. Paradossalmente ma non troppo, nonché in oggettivo contrasto con i dati statistici, gli Italiani hanno una percezione negativa del proprio stato generale di salute: pag 41. I ragazzi italiani di 15 anni hanno alti tassi di dipendenza dal fumo e bassissimi tassi di alcolismo rispetto agli altri Paesi – vedi pag 47. Abbiamo 4,1 medici occupati per 1000 abitanti, quarto posto in assoluto fra i paesi OCSE, un punto sopra la media OCSE – pag 65. Nello specifico della professione si registrano identici risultati positivi per ginecologi e ostetriche, la cui consistenza su 100 000 abitanti  colloca l’Italia al terzo posto fra i Paesi OCSE - pag 69. Per quatto riguarda gli Infermieri/e abbiamo, invece, un tasso inferiore alla media OCSE  sia come occupati   – pag 79- che come remunerazione – pag 81. Anche per quanto riguarda l’utilizzo di strumenti sofisticati di analisi sanitaria viene clamorosamente smentita un’idea di negatività del nostro Paese: infatti, le statistiche mostrano chiaramente come l’Italia è al terzo posto fra i Paesi OCSE per la disponibilità di macchine per la risonanza magnetica e all’ottavo posto per la tomografia assiale computerizzata (TAC) -pag 87.     Lievemente sopra la media OCSE il tempo di permanenza in ospedalepag 93. L’Italia figura fra i più grandi consumatori di farmaci nei paesi OCSE, nel contesto di un forte aumento generalizzato di consumo nel periodo 2000 – 2011 – pag 103. E’ ancora deficitaria nel nostro Paese la cultura del farmaco generico, che ci vede al penultimo posto fra i consumatori OCSE – pag 105.  Indice, inoltre, di alto livello del sistema sanitario è il livello preventivo di cura dell’asma, delle malattie polmonari e del diabete, che si misura attraverso la rilevazione del numero dei ricoveri in ospedale per questi tre tipi classici di malattie croniche: l’Italia è al primo posto per il minor numero di ricoveri per asma e diabete e al terzo per le malattie polmonari in tutti i Paesi OCSE – pag 109 Il livello di qualità di un sistema sanitario è chiaramente desumibile anche dall’indicatore dei decessi nei 30 giorni successivi al ricovero in ospedale per attacco ischemico, dove l’Italia ha un tasso di incidenza sotto media OCSE e inferiore a quello di Germania, Svizzera, Olanda, Francia e Belgio, fra gli altri – pag 115. Per quanto riguarda la funzionalità dei servizi di maternità, l’Italia è al terzo posto nell’OCSE per il minor numero di traumi ostetrici - pag 119. La mortalità per cancro al seno è stata monitorata nel periodo 2001 – 2011, generando risultati che vedono l’Italia in media OCSE e con tassi di incidenza inferiori a Francia, Germania, Gran Bretagna, Inghilterra, Olanda, Belgio e Danimarca- pag 127. L’Italia consegue risultati ugualmente lusinghieri per cultura sanitaria diffusa in termini di livello di copertura dei vaccini contro l’influenza, con un tasso del 63% per la popolazione sopra i 65, 13 punti sopra la media OCSE e superiore a Germania, Francia e Giappone – pag 133. Quanto costa il sistema sanitario italiano rispetto ai competitors tradizionali e alla media OCSE? Costa 3012 dollari pro capite, meno della metà degli Stati Uniti, 1000 dollari di meno di Canada, Germania, Danimarca, Francia e Belgio – pag 155. Risultati di rilievo corrispondente per quanto riguarda la percentuale della spesa sanitaria sul PIL- pag 157. Il sistema sanitario italiano denuncia, invece, forti deficit rispetto ai paesi OCSE in relazione alla tutela sanitaria degli anziani, con riguardo, sia al numero degli ultra65enni che ricevono cure di lungo termine – pag 179, che agli addetti del settore - pag 183, sia ancora come letti riservati nelle strutture ospedaliere – pag 185; in questi due ultimi indicatori l’Italia figura come fanalino i coda.

In conclusione,  il sistema sanitario italiano, con la rilevante eccezione delle cure per gli anziani, presenta indicatori di qualità generalmente positivi, a fronte di una spesa complessiva da considerare virtuosa, se confrontata con quella degli altri Paesi. I risultati che emergono dal rapporto OCSE di quest’anno smentiscono la visione negativa della sanità italiana, prevalentemente accreditata dalla stampa nazionale e confermano i risultati conseguiti dall’Italia un decennio fa quando L’Organizzazione mondiale della Sanità “laureò” l’Italia come secondo sistema sanitario al mondo (vedi)

OMS – World Health Report 2000 – Italia seconda al mondo


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Pubblichiamo il WORLD HEALTH REPORT 2000, prodotto dall’Organizzazione mondiale della sanità per il suo valore storico in relazione alla sanità del nostro Paese. In quel rapporto fu ipotizzato un “Indice complessivo” riepilogativo di tutti gli indicatori di qualità e di spesa della sanità che consentisse di operare un confronto fra tutti i sistemi sanitari del mondo e generare una classifica complessiva della capacità di risposta assistenziale in rapporto alle risorse investite da ciascun Paese. Quella interpolazione di indicatori produsse il risultato di collocare ll’Italia al secondo posto al mondo dopo la Francia come livello di qualità complessiva del proprio sistema sanitario nazionale. Vedi qui sotto la copia della pagina 200 di quel rapporto.

Copia di Pagina 200 da WORLD HEALTH REPORT 2000-2

Successivamente l’OMS ha interrotto la produzione di quell’indice sintetico. Tuttavia, la qualità molto alta dei servizi della Sanità del nostro Paese era stata disvelata anche a noi stessi Italiani. Successivamente, le performance di sistema della sanità in rapporto ad altri Paesi del mondo viene misurata anche dai rapporti biennali dell’OCSE, l’ultimo dei quali –  Health-at-a-Glance-2013 - presenta risultati affatto lusinghieri. Si veda in tal senso la sintesi del Rapporto 2013 presente in questo stesso sito (clicca qui).

RIFIUTI TOSSICI E CLASSI DIRIGENTI MERIDIONALI


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Pubblichiamo due articoli, di Ernesto Galli della Loggia e di Gian Antonio Stella, sulla tragedia dei rifiuti tossici in Campania e nelle Regioni meridionali. La descrizione sconsolata di Stella si traduce nell’editoriale di Galli della Loggia che chiosa  l’abbandono del Sud da parte delle classi dirigenti locali e di tutto il Paese, individuando fra le cause di questo abbandono anche il sistema elettorale attuale, il mai tanto vituperato  Porcellum.

Ernesto Galli della Loggia – Cronache dalla palude – Corsera 17 nov 2013

Gian Antonio Stella – Tra i bambini nella Terra dei rifiuti tossici  - Corsera 16 novembre 2013

NUMERO DIPENDENTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE


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VEDI L’AGGIORNAMENTO ALL’ANNO 2011 – clicca qui

Il dato statistico sui dipendenti del Servizio sanitario nazionale, sia complessivo che distribuito per regione, per sesso, per ruolo e per settore di servizio (ASL, aziende ospedaliere , etc) è stato rilevato dall’Ufficio di direzione statistica del Ministero della salute nel febbraio dello scorso anno 2013. I dipendenti nell’anno 2010 erano in tutto 646.236.

Personale SSN anno 2010

MINISTERO DELLA SALUTE -PERSONALE DELLE ASL E DEGLI ISTITUTI DI CURA PUBBLICI