Eugenio Schlitzer – Trasparenza e contrasto della corruzione


Schlitzer

Estraiamo dall’ultimo numero della nostra rivista (“Nuova Etica pubblica” del dicembre 2015), il testo – scritto dall’autore – dell’intervento del Procuratore generale aggiunto della Corte dei Conti, dr. Eugenio Francesco Schlitzer - componente del Comitato Scientifico della nostra Associazione - al nostro convegno dello scorso ottobre  su “La trasparenza e il contrasto della corruzione”. Dalla rassegna delle tematiche legislative e dottrinarie in campo emerge il punto di vista, non solo dello studioso, ma anche del Magistrato che opera quotidianamente sul campo.

 Trasparenza e contrasto della corruzione E. Schlitzer

Studio SNA – IRPA: lo stato dei controlli delle pubbliche amministrazioni.


SNA logo        irpa logo   Riproponiamo uno studio organico dell’anno 2013 sul sistema dei controlli nella pubblica amministrazione italiana, curato da SNA e IRPA, coordinato dalla prof.ssa Elisa D’Alterio. Lo studio propone e approfondisce il quadro normativo di riferimento. Di particolare e recente interesse le funzioni di controllo attribuite alla Corte dei Conti (Pagg. 178 e segg.)

 Stato dei controlli_SNA_IRPA

Retribuzioni medie e rapporto dirigenti/dipendenti nelle Amministrazioni pubbliche italiane.


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Presentiamo la tabella di sintesi con il rapporto dirigenti amministrativi/dipendenti pubblici nei diversi comparti della Pubblica Amministrazione basata sulla Relazione 2013 sul costo del lavoro pubblico della Corte dei Conti a Sezioni riunite in sede di controllo (vedi qui). Il rapporto complessivo è uno a 54 dipendenti, molto diverso dall’uno a quindici di cui si favoleggia per dimostrare che i dirigenti “sono troppi”. Certo, ci sono i dati eclatanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (uno a 8) e della Regione Sicilia (uno a 9), tuttavia nei comparti Ministeri, Scuola e Università, Enti di ricerca , Regioni e Autonomie locali il dato è confortante. Si noti infine che i dati in questione, gli ultimi con un crisma di vera affidabilità, si riferiscono al 31 dicembre 2011, prima quindi dell’operazione dei tagli lineari avvenuta con la cosiddetta “spending review” varata dal governo Monti con il Decreto legge n 95/2012: pertanto, i rapporti dovranno sicuramente essere corretti in aumento quando si disporrà di dati ufficiali più aggiornati.

 Rapporto dirigenti pubblici/dipendenti nel 2011

E’ presente nella tabella anche il rapporto fra dirigenti apicali e di prima fascia rispetto al totale dei dirigenti (4%). La pubblicazione dei dati delle retribuzioni dei primi viene quasi sempre presentata come rappresentativa dell’intera popolazione dei dirigenti, affermazione non vera “lanciata” dai media con riferimento ai dati OCSE. Presentiamo qui di sotto due tabelle del rapporto OCSE – Government at a glance 2013 – vedi qui testo integrale, riferite alle retribuzioni dell’anno 2011: la prima (a pag 107), cui fanno riferimento i titoloni dei quotidiani, riferita agli stipendi dei Senior manager italiani: i dati sintetizzati in effetti denunciano retribuzioni fortemente difformi in eccedenza rispetto a quelle dei corrispondenti stranieri. Peccato che la successiva pagina 109 del rapporto -  in riferimento alle retribuzioni medie dei middle manager che sono il 96% della dirigenza pubblica italiana –  evidenzi un dato totalmente differente: il grosso della dirigenza pubblica italiana gode di retribuzioni medie sostanzialmente in linea con quelle dei colleghi francesi, tedeschi e inglesi, molto inferiore a quella dei colleghi statunitensi. Se, infine, ricordiamo che i dati OCSE presi a riferimento sono dell’anno 2011e che, nel frattempo, il governo Monti prima e l’articolo 13 del DL n 66 dell’aprile 2014 (vedi) hanno ridotto ad euro 240.000, al lordo di contributi e imposte, il tetto retributivo degli alti dirigenti pubblici, il riferimento ai dati del 2011 risulta obsoleto , o meglio capovolto, visto che oggi anche le retribuzioni dei “senior manager” italiani sono in linea con la media OCSE (correggi in tal senso la tabella qui sotto). Le conseguenti affermazioni contrarie risultano destituite di fondamento.

Senior manager

middle managers

Riportiamo anche le utili tabelle del Sole 24 ore (Luca Tremolada – 27 maggio 2015) relative a numero e retribuzioni dei dirigenti pubbliciitaliani (dati ARAN) - clicca qui

Giurisdizione della Corte dei Conti sulle Società partecipate.


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La giurisprudenza della Corte dei Conti ci evidenzia i contenuti del dibattito in corso su un tema decisivo di civiltà giuridica e di legalità generale: la responsabilità degli amministratori delle Società partecipate per i danni procurati al finanziatore pubblico nella propria attività. La Corte, con buona pace dei suoi detrattori, è un presidio sicuro di garanzia per la tenuta delle finanze pubbliche, anche nel contesto del patto di stabilità dell’Unione europea: l’intervento giurisdizionale pubblico è indispensabile per contrastare il pericolo che si producano sacche sempre più vaste di deroga alle norme di garanzia di buona amministrazione del danaro pubblico.

Sul tema è in pieno svolgimento un’approfondita interlocuzione con la Corte di Cassazione, nella sua qualità di giudice della giurisdizione, la quale invece ha più volte affermato il difetto di giurisdizione della Corte dei conti “in ordine all’azione di risarcimento danni subiti da una società a partecipazione pubblica…non essendo in tal caso configurabile, avuto riguardo a l’autonoma personalità giuridica della società, né un rapporto di servizio tra l’agente e l’ente pubblico titolare della partecipazione, quand’anche totalitaria, né un danno direttamente arrecato allo Stato o ad altro Ente pubblico” (si veda per tutte La Sentenza Cass n 7374 del 2013 civile a Sezioni unite difetto giurisdizione Corte dei Conti). In risposta a tale linea interpretativa, La prima sez giurisdizionale centrale della Corte dei Conti – con la sua Sentenza n. 178 del feb 2015  (vedi qui) - sviluppa condivisibili argomentazioni a contrario, tutte incentrate sulla titolarità sostanziale delle risorse finanziarie detenute dalle società partecipate, sugli obblighi nazionali scaturenti dall’articolo 126 del TFUE di Lisbona e, infine, richiamando le stesse linee interpretative adottate dalla Cassazione in ordine agli enti pubblici economici (Sez unite n 19663 del 2003 -vedi), alle società in house (Civile sez. unite n 26283 del 2013 – vedi), all’ANAS (Civile sez unite n 71 del 2014 - vedi): in tutte queste pronunce la Corte di Cassazione ha deciso per la giurisdizione in capo alla Corte dei Conti. Difficile sostenere che per le Società a prevalente partecipazione pubblica possa valere una regola diversa.

Corte dei Conti – Audizione al Senato sul ddl di riforma della Pa


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Pubblichiamo il testo della relazione presentata dalla Corte dei Conti alla Commissione Affari costituzionali del Senato con le osservazioni relative al testo del ddl AS 1577 di riforma della Pubblica Amministrazione presentato dal Governo Renzi. Di grande interesse le riflessioni condotte in ordine alle società partecipate, alla riorganizzazione dell’Amministrazione statale, della disciplina del lavoro e , soprattutto, della dirigenza pubblica. Alle pag 10 e seguenti sono presenti chiare riserve sul “nuovo regime” immaginato nel disegno di legge, in relazione soprattutto ai sistemi di valutazione, alla selezione e al ricambio della classe dirigenziale pubblica. Fra l’altro la Corte testualmente afferma (pag 10) che “L’abolizione della distinzione in fasce, l’ampliamento della platea degli interessati, la breve durata degli incarichi attribuiti, il rischio che il mancato conferimento di una funzione possa provocare la decadenza dal rapporto di lavoro, costituiscono un insieme di elementi che potrebbero sacrificare l’autonomia dei dirigenti”.

Il concetto di autonomia della dirigenza, più volte richiamato in questo sito (vedi) rimane purtroppo relegato a livello di dibattito fra iniziati, condizionato tuttavia dall’attacco ai “privilegi” della dirigenza pubblica condotto dagli organi d’informazione. Solo l’introduzione di una vera prassi della valutazione seria della dirigenza potrà spostare l’attenzione dei più dall’idea del “privilegio” a quella di risorsa fondamentale di interesse pubblico e collettivo rappresentata dall’autonomia dei dirigenti pubblici (vedi qui sui rapporti fra produttività delle pubbliche amministrazioni e il giudizio dei cittadini).

 Corte dei Conti Sezioni riunite in sede di controllo – Audizione su riforma della pubblica amministrazione – 9 ottobre 2014

Controllo della Corte dei conti sugli enti locali


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La legge n 213/2012, di conversione del DL 174/2012, ha istituito un sistema di controlli a cura delle Sezioni regionali della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria degli Enti locali per la verifica del rispetto degli obiettivi annuali del Patto di stabilità (Vedi articolo 148 bis della Legge 267/2000, così come introdotto).

Riprendiamo un saggio sulla tematica in questione pubblicato su LeggiOggi.it  dal Magistrato dr. Tiziano Tessaro - Il controllo della Corte dei conti sugli enti locali alla luce del federalismo fiscale.

Di preminente interesse anche la sentenza della Corte dei conti a sezioni riunite n. 6 del 4 novembre 2013 - Sentenza Corte dei conti n 6/2013 - che ha compiutamente delineato l’ambito e i limiti della giurisdizione contabile sulle delibere di controllo delle Sezioni regionali.

Relazione della Corte dei Conti al Parlamento sulla gestione INPS dell’anno 2012


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Si presenta qui di seguito la Relazione al Parlamento, così come predisposta dal Magistrato addetto al controllo della Gestione INPS e deliberata dalla Sezione controllo Enti della Corte dei Conti. Con riserva di ritornare come Associazione Etica pubblica sulla problematica dei conti previdenziali e sugli apporti della fiscalità generale al finanziamento della spesa previdenziale pubblica, può essere illuminante, per chi sia un po’  addentro nell’intricata materia dei bilanci pubblici, osservare attentamente il contenuto della pagina 128 della relazione in questione.

Corte dei Conti -Sezione di controllo Enti – Delibera n 101 del 27 novembre 2013 Referto al Parlamento sulla gestione INPS dell’anno 2012.

CORTE dei CONTI – RELAZIONE 2013 SUL COSTO DEL LAVORO PUBBLICO


 

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Un pò in sordina rispetto all’anno precedente, le Sezioni riunite della Corte dei Conti hanno deliberato il 24 giugno di quest’anno la relazione annuale sul costo del lavoro pubblico, prevista dall’articolo 60 del decreto legislativo 165/01. Un vero peccato, perché la relazione abbonda di informazioni utili sui costi della PA: serie storiche, confronti internazionali, analisi del numero dei dipendenti e dei relativi costi, effettuati comparto per comparto. Una lettura, anche superficiale, consente di vedere confermati gli andamenti relativi alla contrazioni del numero degli occupati, delle retribuzioni medie e del PIL reale procapite, della spesa per redditi da lavoro sul totale della spesa corrente (pag 43-56). Ciò smentisce chi parla di una pubblica amministrazione che “spende troppo”: non è l’entità della spesa il difetto della Pa italiana, ma la qualità dei servizi offerti in relazione ai costi sostenuti.

Corte dei conti, sezioni riunite –  delibera n_9_del 24 giugno 2013